Il tempo per Gianfranco Fini è passato: e finita la politica, finito il potere, resta la persona

Indovina chi sono? Soprattutto quello più alto. Non è facile indovinare. Ecco la risposta:  «A pranzo con un Capo. Con #GianfrancoFini ho lavorato fianco a fianco e poi l’ho combattuto. Ma il valore di un rapporto leale nei momenti belli e in quelli peggiori non si dimentica né si rinnega. E oggi due ore a pranzo sono volate via con l’affetto di allora.» Con queste parole Francesco Storace, quello più basso e più “in carne”, ha postato sulla sua pagina Facebook la foto con Gianfranco Fini, l’ex leader del Msi prima e di Alleanza Nazionale poi. Il tempo passa per tutti, ma quando passa tanto tempo senza vedere una persona, poi il cambiamento lo si nota di più. 

Già Storace, pur con frequenza minore di quand’era ministro o di quando aveva fondato “La Destra” o di quand’era uno dei “colonnelli” di An, s’è visto di più. Qualche foto sui giornali, qualche presenza in tv. Fini invece era scomparso. Nessuno l’aveva più visto. S’era ritirato a vita privata. E così la sua immagine era rimasta quella di allora. Quand’era più giovane, quand’era uno dei protagonisti della politica italiana. Poi, dal 2013, quando il suo partito, Futuro e Libertà, prese percentuali da “zero virgola” e non venne più rieletto, Fini scomparve. La vicenda della “casa di Montecarlo” e l’aspra polemica con Berlusconi e con il mondo della destra che si è sentito tradito da quello che aveva eletto a suo capo, determinarono il suo ritiro a vita privata. 

Poi, si sa, il tempo medica tutte le ferite. E anche quelle più brutte si cicatrizzano. E poi c’è quel meccanismo di difesa del nostro cervello che elimina dalla memoria le cose spiacevoli. Questo processo di rimozione impiega del tempo. Perciò quando dopo tanti anni ci si trova davanti all’immagine di un uomo invecchiato, a stento riconoscibile, il sentimento che prevale è la sorpresa. Sull’elemento politico prevale quello umano. E allora si fa come Storace: non si dimenticano né si rinnegano i momenti belli e quelli brutti. Ci si ferma a considerare come il tempo lasci i suoi segni sull’uomo. E come il successo e il potere siano volatili. 

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