La guerra ci sbatte in faccia la realtà. L’Italia non conta niente

(di Paolo Danieli) Se qualcuno aveva dei dubbi sul peso internazionale dell’Italia adesso lo sa. Non contiamo niente. La guerra in Ucraina ha evidenziato in maniera impietosa, visibile e tutti, quando il nostro paese sia tenuto in considerazione negli scenari mondiali: zero.
S’era pensato che la buona fama di Draghi avrebbe potuto dare all’Italia un qualche ruolo nel cercare di risolvere il conflitto. Non si è mosso da Roma né è stato interpellato. Si son dati da fare Macron, il cancelliere tedesco Scholz, la von der Leyen, il Papa, il premier israeliano Bennet, perfino Erdogan. L’Italia? Non pervenuta. Non contiamo niente. 
Ci impegniamo per gli aiuti umanitari, bene. Ci impegno a ospitare i profughi ucraini, che tra l’altro pare preferiscano la Germania, benissimo. Ma il nostro peso a livello internazionale è inconsistente. Perché? Ce lo vogliamo chiedere? 

La risposta ce la dà la guerra. Uno stato che dipende in tutto e per tutto dagli altri, che rinuncia a estrarre il proprio gas e il proprio petrolio per importo a caro prezzo; un paese che non è più autosufficiente nemmeno per l’alimentazione; un paese che pesa poco anche dal punto di vista militare non viene preso in considerazione. E giustamente. Che credibilità può avere chi non è in grado di provvedere a sé stesso?
Siamo in 60 milioni. Il paese europeo più popoloso dopo Germania, Francia e Regno Unito. Ma abbiamo solo 200 carri armati, di cui efficienti una sessantina. E per pesare a livello internazionale ci vuole anche la forza militare. Una forza ovviamente impostata sulla difesa, come recita il nome stesso del ministero competente e la Costituzione. Ma una forza ci vuole. Pena l’irrilevanza.

L’esempio della Turchia o di Israele è chiarificante. La Turchia, che fra l’altro fa parte della Nato, ha delle forze armate di tutto rispetto e si è mossa autonomamente in varie situazioni, come nella guerra in Siria e in Libia, dov’è presente e attiva, nonostante l’Italia sia molto più vicina ma assente. Ed anche in occasione della guerra in Ucraina Erdogan ha assunto un ruolo di mediazione. Lo stesso vale per Israele, piccolo ma ben armato ed efficiente. Il capo del suo governo ha ruolo per un accordo che faccia finire la guerra. L’Italia non esiste. E questo mi dà fastidio.

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