La protesta nazionale dei medici a Roma

Ieri a Roma manifestazione dell’Intersindacale della dirigenza medica e sanitaria del Ssn per protestare contro le condizioni in cui versa la sanità pubblica e per esprimere la delusione per l’operato del nuovo Governo. “Siamo contro l’eredità che questo Governo sta prendendo sulla linea dei tagli alla sanità e sulla mancanza di risposte rispetto alle pessime condizioni di lavoro di chi tiene in piedi il Servizio sanitario nazionale”. La manifestazione era stata indetta alcune settimane fa. Contemporaneamente i medici di famiglia hanno visitato i pazienti ‘a lume di candela’ nei loro ambulatori in segno di protesta.

Alla manifestazione hanno partecipato le varie sigle sindacali del settore e il presidente degli Ordini dei Medici Filippo Anelli. 

Dai rappresentanti dei medici che hanno partecipato alla manifestazione sono stati snocciolati i dati preoccupanti per la tenuta del SSN. 5 milioni di ferie e 10 milioni di ore di straordinari non pagati ai medici la dicono lunga sullo stato d’animo di una categoria che sta abbandonando gli ospedali con un ritmo di 7 medici al giorno anche a causa dei contenziosi giudiziari: 35.000 cause all’anno contro personale sanitario delle quali 300.000 sono rimaste nei cassetti e il 97% si chiude con un nulla di fatto.

“Servono almeno 5 miliardi in più per rimettere in sesto un Servizio Sanitario Nazionale altrimenti destinato al fallimento. E invece il governo attuale continua ad ignorare tutte le nostre richieste. Se non si intende invertire la rotta, gli ospedali rimarranno vuoti”, ha detto Guido Quici della Cimo. Il taglio dei posti letto e la chiusura di molti ospedali ha creato condizioni di lavoro drammatiche. E un giovane medico non trova alcun motivo per iniziare a lavorare nel servizio sanitario nazionale rischiando continuamente denunce e aggressioni e guadagnando molto meno rispetto al resto d’Europa e senza alcuna prospettiva di carriera.

L’età dei medici e dei dirigenti del Servizio sanitario nazionale sia superiore ai 55 anni. Entro il 2030 cesseranno dal servizio 49 mila medici, il 44% dei 112 mila attualmente in servizio. Se non si interviene con urgenza salta il sistema.

Lascia perplessi l’attacco al governo portato dai sindacalisti medici. La Meloni s’è insediata meno di 2 mesi fa e tutte le criticità sollevate non possono certo essere attribuite al suo esecutivo che, essendo di questa terra, miracoli non ne fa

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