La ricerca sulla Verona della ricostruzione come stimolo ed esempio per la classe dirigente di oggi

Fra le iniziative dell’associazione Consiglieri comunali emeriti questa è di gran lunga la migliore. Si tratta della gara aperta a tutti, studenti, studiosi ricercatori o anche semplici cittadini, per la migliore ricerca sulla storia della ricostruzione di Verona del secondo dopoguerra e i suoi protagonisti. Un’opera per la cui realizzazione è stato indetto un bando. Le domande di partecipazione vanno presentate entro il 31 gennaio corredate dalla presentazione generale del lavoro, delle fonti e della bibliografia, oltre che del curriculum. I progetti saranno vagliati da un’apposita commissione che deciderà quali ammettere alla realizzazione della ricerca. I candidati avranno un anno per realizzare i lavori. All’opera migliore un premio di mille euro.

La domanda deve pervenire entro il 31 gennaio all’indirizzo e-mail assconsiglieriemeriti@comune.verona.it.

Perché, dicevamo, fra le apprezzabili iniziative dei Consiglieri Emeriti è la migliore? Perché ricordare gli anni difficili della ricostruzione del secondo dopoguerra, i politici e le personalità che hanno ricostruito Verona sulle macerie dev’essere uno stimolo, ma anche un monito, per i veronesi di oggi. Specie per la politica. Tra il 1945 e gli anni ’60 dei nostri concittadini lungimiranti e capaci non solo hanno costruito sulle macerie, ma hanno anche avuto la visione di quello che volevano fosse la Verona del futuro. Quella che abbiamo noi, e di cui godiamo i frutti. La Fiera, la Zai, l’Università, il Policlinico, l’Aeroporto, la valorizzazione del ruolo interzonale di Verona, del Festival lirico in Arena, l’invenzione della città dell’amore attraverso il mito di Giulietta e Romeo, lo sviluppo turistico del Lago di Garda, il Vinitaly, il Quadrante Europa sono tutte realizzazioni che sono state pensate da quella classe dirigente che per questo merita, non solo di essere ricordata, ma di essere emulata.

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