La Uil denuncia carenza di personale, stress e demansionamenti nella sanità veronese

Luca Molinari, infermiere e sindacalista della Uil Fpl chiede più attenzione della politica e delle istituzioni per il personale infermieristico, categoria professionale che ha contribuito a contrastare l’emergenza sanitaria Covid soprattutto con il supporto degli Oss ed il personale medico.


«Gli infermieri – ricorda Molinari- hanno un ruolo centrale in tutte le strutture sanitarie e sociosanitarie, pubbliche e private, dove distorsioni organizzative e carenze croniche stanno mettendo in ginocchio il nostro sistema salute. Malgrado l’emergenza pandemica abbia evidenziato la fragilità del Ssn e la scarsità di risorse mediche, infermieristiche ed Oss, siamo tutt’ora ancorati a problemi di mancati riconoscimento economici in tutti i settori che di fatto bloccano gli sviluppi professionali degli specialisti che in effetti rallentano i servizi sanitari e sociosanitari di cui tanto abbiamo bisogno». 

Il sindacalista della Uil fa il punto sulla situazione che si è generata dopo l’approvazione del contratto nazionale della sanità pubblica, peraltro già scaduto. «I 4.500 infermieri veronesi hanno visto l’aumento salariale svanire in tasse.  Un aumento medio mensile lordo di 190 euro – racconta- si è ridotto a un netto di circa 20 euro; ma anche agli Oss non è andata bene: per un importo lordo di circa 90 euro è rimasto un netto della metà, 40 euro.  Al personale del settore sanitario privato e terzo settore, che comprende sociosanitario pubblico/privato e cooperative sociali, facenti parte di diritto del sistema che ha salvaguardato la popolazione durante la pandemia, è rimasto escluso dal riconoscimento economico che la Regione Veneto ha riconosciuto al personale della sanità pubblica, una beffa per chi ha fronteggiato in prima linea la pandemia cono spirito di sacrificio. Uno spreco di risorse e professionalità. Un danno per la società e per l’intero sistema Paese». 

E dalle parole del sindacalista Uil riemerge ancora una volta il problema dei parcheggi, specie per Borgo Trento.«La maggior parte del personale ospedaliero – dichiara Molinari – è costituita da donne. Le giovani mamme hanno l’esigenza di recuperare i figli alla materna o a scuola e devono correre dopo il turno di lavoro per arrivare in tempo. È quindi indispensabile avere la macchina nel parcheggio adiacente all’ospedale di Borgo Trento, dove per trovare posto bisogna arrivare alle 5,40 del mattino. Forse anche per questo molti fuggono dall’Ospedale». 

«L’errata programmazione del fabbisogno di personale ha generato una carenza nella carenza. Gli Oss – spiega Molinari- devono svolgere l’attività di trasporto interno sottraendo tempo prezioso di assistenza e supporto agli Infermieri che svolgono ritmi di lavoro sempre più frenetici che stanno creando disagio. Motivo per cui sono demotivati. Come Uil Fpl – conclude- siamo pronti a fare la nostra parte, perché in gioco c’è il bene di tutti: dal diritto alle cure, alla cura dell’ambiente, creando ambienti di lavoro ideali dove tutti i professionisti e i dipendenti impegnati possano esprimere le loro competenze e professionalità, realizzando tutto quello che con tanto sacrificio abbiamo imparato: creare salute». 

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