La Virtus e Fresco nei guai per truffa alla Prefettura nella gestione degli immigrati

(aggiornato) I Finanzieri del Comando Provinciale di Verona hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo per un importo complessivo di oltre 12 milioni di euro, nei confronti di della società di calcio Virtus di borgo Venezia la cui squadra gioca nel Camionato di serie C e del suo rappresentante legale, Gigi Fresco, nella foto, indagato per truffa nel servizio di accoglienza e assistenza a 700 migranti richiedenti protezione internazionale dal 2016 al 2018. Il sequestro avviene dopo due anni di indagini della Guardia di Finanza, in collaborazione  con la Prefettura.

Questa aveva notato delle irregolarità nella rendicontazione delle spese del servizio di accoglienza e assistenza del immigrati, tali da far pensare ad una truffa ben architettata ai danni dello stato. Il provvedimento è stato disposto dal Gip del Tribunale di Verona, Raffaele Ferraro, su richiesta del Sostituto Procuratore Maria Diletta Schiaffino. Fresco è indagato per truffa aggravata nei confronti della Prefettura di Verona), falsità ideologica in atto pubblico e turbata libertà degli incanti.

Immediate le reazioni politiche: «Ancora un abuso, ancora una dimostrazione tangibile di quanto la Lega ha sempre detto: dietro al fenomeno dell’immigrazione clandestina c’è un sistema parallelo che ne sfrutta i movimenti. Grazie al Comando Provinciale di Verona della Guardia di Finanza, che ringraziamo per l’opera sempre puntuale e a garanzia della collettività, emerge localizzato nella nostra provincia, un quadro inquietante di comportamenti fraudolenti ai danni dello Stato per oltre dodici milioni di euro. Troppo spesso il buonismo della sinistra ha chiuso gli occhi davanti all’evidenza, soprattutto nel biennio preso in esame dall’indagine, quando la Lega denunciava con forza storture ed abusi. Ora si faccia pulizia: pieno sostegno alla magistratura ed al suo operato e sanzioni certe per chi ha lucrato sulla pelle degli immigrati» così i senatori veronesi della Lega Paolo Tosato e Cristiano Zuliani.

Per il sindaco, Federico Sboarina: “Se c’è un reato odioso è quello dello sperpero di denaro pubblico . La presunta truffa aggravata contestata dalla Guardia di Finanza a una società di gestione di un CAS è doppiamente odiosa perché, se confermata, evidenzia il disprezzo per il bene collettivo e il sottobosco legato all’immigrazione clandestina. Solo il buonismo di sinistra si ostina a non riconoscere come il sistema nazionale dell’accoglienza abbia bisogno di una gestione efficace. Per questo ringrazio il Prefetto di Verona che invece, dopo le interdittive antimafia, ha un forte impegno per la legalità a tutti i livelli. Inaccettabile che sulla pelle dei richiedenti asilo ci siano persone che lucrano, chi scappa dalla guerra deve essere accolto degnamente. Se questo non avviene perché qualcuno mira invece a fare cassa, e per giunta è anche un ex amministratore pubblico, è ancora più inaccettabile”.

Sarcastico Ciro Maschio, di Fratelli d’Italia, che evidenzia: «Un plauso a Prefettura e Forze dell’Ordine per le accurate attività sulla truffa alla Prefettura sui migranti. Se i reati presunti saranno confermati sarebbero doppiamente gravi e infamanti in quanto commessi sulla pelle dei più deboli e disperati.  Fratelli d’Italia da anni denuncia il fallimento dell’intera gestione dell’immigrazione in Italia che spesso alimenta il business dei migranti da parte di gente senza scrupoli. Per questa ci preoccupa la politica degli sbarchi illimitati del Ministro Lamorgese. Ci aspettiamo una durissima presa di posizione dalla sinistra veronese, (e di chi altri ha sostenuto Fresco in questi anni) sempre pronta a moralizzare sugli altri. O forse a loro l’esportazione del “modello Riace” a Verona sta bene?».

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