L’artista Andrea Ciresola di Monteforte d’Alpone, assieme al Maestro romano Carlo d’Orta sono i vincitori del premio internazionale “Arte Borgo di Roma” con l’opera a quattro mani “(S)Composizione Biocities Valencia # 7”

(Di Stefano Cucco) L’artista Andrea Ciresola di Monteforte d’Alpone, assieme al maestro romano Carlo d’Orta, già presidente amministrativo della Camera dei Deputati, sono i vincitori del premio internazionale “Arte Borgo di Roma” con l’opera a quattro mani “(S)Composizione Biocities Valencia # 7”. Il Premio Arte Borgo è un concorso per artisti di qualsiasi nazionalità e senza limiti di età, a tema libero, che prevede la selezione di 20 opere, realizzate tra pittura, scultura, grafica, fotografia, e digital art. L’obiettivo è quello di presentare e valorizzare il percorso artistico di autori nazionali ed internazionali in luoghi prestigiosi, emblema per l’arte contemporanea, al fine di cercare di sensibilizzare un pubblico sempre più vasto e differenziato creando un dialogo tra critici, giornalisti, addetti del settore e amanti dell’arte. Il riconoscimento è stato consegnato ai due artisti in una cerimonia al Museo Crocetti di Roma, dove si è tenuta la mostra delle 20 opere selezionate dalla giuria di questo importante premo internazionale d’arte contemporanea. La giuria, composta da Laura Turco Liveri, critica e storica dell’arte, Oriana Impei, scultrice, Floriana Mauro, docente di Storia dell’Arte, Alessio Santucci, architetto ed artista, Roberto Castellucci, pubblicista e artista, ha deciso di conferire il Primo Premio Arte Borgo 2022 a Carlo D’Orta e Andrea Ciresola per “la complessità del lavoro comune, articolato con grande consonanza di intenti nello spazio e in bidimensionalità, con forte efficacia strutturale ed espressiva”. Andrea Ciresola, con la sua pittura e la sua scrittura, risponde all’urgenza di rappresentare il quotidiano in tutte le sue forme attraverso i sogni , le speranze, le nevrosi e le ossessioni che accompagnano ognuno di noi ogni giorno. Nei dipinti cerca, riproducendo paesaggi contemporanei, il senso e la presenza di una nuova estetica che scaturisce dalla collisione fra l’ambiente naturale e l’intervento artificiale dell’uomo. La tecnica iperrealista, pur così attuale, trae origine dallo studio delle tecniche antiche che Ciresola sperimenta durante il lavoro di restauratore di opere d’arte. Per la continua necessità di comunicare Andrea Ciresola ha scritto e diretto commedie per il teatro, pubblicato poesie, fiabe e romanzi e continua a realizzare serate pubbliche a tema sull’importanza della lettura e dell’arte nella crescita della persona. Con le installazioni è riuscito a fondere pittura e scrittura dando origine alla serie dei racconti fatti a mano, dove la lentezza delle scrittura a mano imita la pazienza della pittura iperrealista, entrambe attività presenti nelle installazioni. Molte le esposizioni delle sue opere, da New York a Berlino, da Milano a Venezia. “E’ stata un’ avventura straordinaria”, dice soddisfatto Ciresola. “Ho avuto occasione di conoscere anni fa il dottor d’Orta tramite Gianni Dal Moro, deputato veronese”, racconta Ciresola. “Subito ci ha uniti la passione per l’arte, lui grande fotografo, autore di splendidi panorami d’Italia, uno dei quali, enorme, è affisso sulla parte dell’aula principale del Tribunale di Milano. Io, amante della pittura come della scultura. Alla fine, abbiamo deciso di mettere assieme le nostre passioni creando quest’opera che io definisco iperrealista, visto che si parte da una fotografia scattata da d’Orta che esposta a Roma, a settembre sarà a Milano tra le novità della più grande fiera della scultura che si tiene in Italia, all’interno della Fabbrica del Vapore. Ci abbiamo lavorato circa 120 ore”, prosegue Ciresola, “tra fonderia, taglio e rifinitura del vetro, scultura. Una gran fatica, ma è stato bellissimo. E poi, questo premio, per noi ancora incredibile, secondo me sentenzia anche l’affermazione dell’iperrealismo nella scultura. Infine, la presenza alla premiazione di personaggi di altissimo livello, come il costituzionalista Sabino Cassese, che è stato maestro ed è amico di Carlo D’Orta”. Il secondo Premio Arte Borgo 2022 è stato assegnato a Marilena Ramadori per “l’impianto architettonico-lirico delle costruzioni da lei evocate in atmosfere sognanti ed evocative, portando l’osservatore in lontane dimensioni del pensiero”. Il Terzo Premio Arte Borgo 2022 è stato assegnato a Sara Camporesi per la sperimentazione e per l’originalità dell’approccio al soggetto e all’idea, che ne muove lo scatto fotografico, arrivando ad esiti espressivi e al contempo estetici ed esistenziali, evocati sul filo della leggerezza compositiva, cromatica e chiaroscurale. E’ stata, infine, assegnata una Menzione Speciale a Ulrich Kälberer per la profondità concettuale del proprio lavoro, elaborato in video che ne diversificano e accentuano lo spessore espressivo ed esistenziale dai forti connotati surrealisti ed una moderna nuova oggettività fantastica.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail