L’Ulss9 Scaligera ha fatto il punto sul numero dei contagi a Verona, sull’applicazione delle nuove norme e sui controlli.

“Se la frequenza dei contagi va avanti con questa accelerazione, sono preoccupato per l’erogazione dei servizi essenziali – afferma il sindaco Federico Sboarina-. L’anno scorso, quando è scattata la chiusura delle scuole, il rapporto settimanale dei contagi a Verona era di 250 ogni 100 mila abitanti. Adesso, ogni 100 mila abitanti ci sono due mila contagiati, una differenza che rende bene la cifra della situazione attuale. Fortunatamente, a differenza del passato, non c’è un problema di pressione sulle strutture ospedaliere, le persone contagiate in molti casi non stanno male e non vengono ospedalizzate. Tuttavia la diffusione è talmente rapida che è concreto il rischio che mezza città finisca in quarantena in quanto contagiata e positiva. Dagli agenti della Polizia locale alle maestre che tra qualche giorno torneranno in classe fino ai dipendenti pubblici che negli uffici forniscono servizi essenziali, il rischio è, con questi record di contagi, di non avere personale a sufficienza per garantire l’ordinario. Un problema che riguarda sia le aziende private come gli enti pubblici, che potrebbero essere messi in ginocchio da una situazione di questo tipo. Con questa percentuale di contagi rischia di fermarsi tutto il sistema produttivo, ma anche la macchina comunale, i cui servizi primari non possono essere erogati senza il personale incaricato”. Inoltre è stato affrontato il problema delle baby gang – aggiunge Sboarina-, a Verona come in altre città sempre più frequente. Su tale questione è stato deciso di fare a breve un incontro con il direttore dell’Ufficio scolastico provinciale”.

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