Marmo, export in forte recupero per materiali e tecnologie nel primo semestre: Cina e Stati Uniti in corsa per il Made in Italy

“Nel primo semestre del 2021 l’industria lapidea e tecno-marmifera italiana, da sempre tra i comparti più dinamici del Made in Italy, ha saputo intercettare le opportunità offerte dalla ripresa dell’economica e degli scambi internazionali, accelerando nel suo percorso di ripresa dell’export già intrapreso nella seconda metà del 2020”, conferma Flavio Marabelli, presidente onorario di Confindustria Marmomacchine. “Va inoltre segnalato il deciso recupero delle consegne sul mercato interno, che sempre nei primi sei mesi dell’anno sono cresciute circa del 40% per i materiali lapidei e intorno al 50% per le tecnologie, per un totale di 670 milioni. Se questo trend positivo dovesse confermarsi anche nel secondo semestre, il comparto tecno-lapideo italiano potrebbe chiudere il 2021 vicino ai livelli del 2019, quando le nostre aziende erano state capaci di generare un fatturato di 4 miliardi, con un valore delle esportazioni di quasi 3 miliardi e un saldo commerciale annuo attivo di 2,5 miliardi”.

Un ottimo punto di partenza per l’edizione 2021 di Marmomacc in programma a Verona la prossima settimana (i particolari della presentazione nell’articolo a questo link). Le statistiche ufficiali elaborate dal centro Studi di Confindustria Marmomacchine relative ai primi sei mesi dell’anno certificano l’atteso e forte “rimbalzo” delle esportazioni dell’industria lapidea e tecno-marmifera italiana, che rappresentano oltre il 70% del fatturato complessivo del settore. Dopo le difficoltà del 2020 sia le vendite all’estero di pietre naturali (+33,6% l’incremento rispetto al 1° semestre 2020) che delle relative tecnologie d’estrazione e lavorazione (+38,8%) hanno pienamente recuperato, a livello semestrale, i valori pre-pandemici. In crescita anche le vendite in Italia. Nella prima metà dell’anno le nostre vendite all’estero di marmi, graniti e pietre naturali in genere, comprendendo sia i prodotti grezzi che i lavorati, sono aumentate in valore del 33,6% rispetto allo stesso periodo del 2020, raggiungendo gli 880,5 milioni: un dato che risente ovviamente anche del confronto con i minimi toccati lo scorso anno in marzo e aprile, durante il lockdown dell’attività produttiva.

Va segnalato che grazie a questo straordinario recupero l’export del comparto lapideo nazionale si è già riportato sui livelli semestrali pre-pandemici (+1% la differenza rispetto ai primi sei mesi del 2019). A registrare la crescita maggiore sono state le esportazioni di prodotto grezzo (+54,2%, per 186,1 milioni), con la Cina che rimane il primo acquirente di blocchi di marmo dall’Italia (con una quota di oltre il 50%, pari a 101,4 milioni) e ha aumentato le sue importazioni dell’83,5%. In forte aumento anche le vendite di lavorati – i prodotti a più alto valore aggiunto, e che rappresentano in valore quasi l’80% del nostro export – che nei primi sei mesi del 2021 hanno fatto segnare un ottimo +28,9%, per complessivi 696,4 milioni.

Gli Stati Uniti si sono confermati la prima area di destinazione di lastre e prodotti finiti italiani, aumentando il loro import del 40,8% (per 182,8 milioni), ma tutti i nostri principali mercati di riferimento hanno fatto registrare una crescita a doppia cifra. In particolare quelli europei: Germania (+14,8%, 72,8 milioni), Svizzera (+14,9%, 45,4), Francia (+39,8%, 41,1), Regno Unito (+82,5%, 33,5) e Austria (+48,6%, 21 milioni). Molto bene anche il nostro export verso la Cina (+53,5%, 17,2 milioni) e gli Emirati Arabi Uniti(+39,4%, 16,5), mentre è rimasto stabile in Qatar (a 16,6 milioni) e ha subito un arretramento quasi fisiologico in Arabia Saudita (-30,6%, 22,2 milioni), che era stato tra i pochi mercati in crescita lo scorso anno.

La prima parte dell’anno si è rivelata estremamente positiva anche per l’industria italiana dei produttori di macchine, impianti, attrezzature e consumabili per la lavorazione delle pietre naturali, che nel 1° semestre 2021 ha fatto segnare un aumento delle vendite all’estero del 38,8% rispetto al periodo gennaio-giugno del 2020, e anche in questo caso va evidenziato il pieno recupero dei livelli di export precedenti la crisi pandemica (+2,6% la differenza rispetto ai primi sei mesi del 2019). Anche per quanto concerne le tecnologie lapidee italiane, a trainare la ripresa delle esportazioni sono gli Stati Uniti, che grazie a un incremento degli ordinativi del 58% rimangono il nostro primo mercato di destinazione con 75,2 milioni di import. Molto forte l’incremento anche verso tutti i principali Paesi europei, soprattutto nel Regno Unito (+262%, per complessivi 32,2 milioni) e in Polonia (+125,7%, 28,6 milioni), ma anche in Germania (+69,5%, 27 milioni), Portogallo (+111,4%, 26,4 milioni) e Francia (+40%, 21,7 milioni), mentre è in leggera flessione in Spagna (-2,6%, comunque terzo buyer con 34,7 milioni). Tra i mercati extraeuropei si segnala l’ottimo andamento delle vendite di macchine e attrezzature in Canada (+160,8%, 19,3milioni) e in Cina (+208%, 17,7 milioni), mentre sono diminuite sensibilmente in Egitto (-52,8%, dopo i forti incrementi degli ultimi anni), che tuttavia con importazioni per 35,9 milioni rimane al secondo posto tra le nostre destinazioni settoriali.

La voglia di ripartenza del comparto anche a livello fieristico, è confermata dal presidente di Confindustria Marmomacchine Marco De Angelis. “Siamo molto soddisfatti che Marmomac torni a svolgersi in presenza: per il nostro settore rappresenta un appuntamento fieristico imprescindibile. La nostra associazione sarà presente a Verona con ben 200 associati, e coordineremo anche importanti incoming di buyers e architetti/progettisti esteri in collaborazione con il ministero degli Esteri, ICE-Agenzia e VeronaFiere. Questa edizione di Marmomac”, considera De Angelis, “permetterà di fare il punto dopo lunghi mesi di distanziamento, per verificare la ripresa in atto e tornare finalmente a confrontarsi dal vivo con tutti i protagonisti della business community del settore”.

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