Mediterraneo: tremila anni di culture, musica e religioni. Così le “odi barbare” di Koubi venerdì danzano al Ristori

Bisogna fare attenzione, quando sul palco sale la paura ancestrale dello straniero, l’altro da sé: perché si rivela anche la raffinatezza delle culture “barbare”. Quello di Hervé Koubi è uno spettacolo originale, che alla potenza ipnotica della parata da guerra unisce la precisione di un balletto classico, portando agli occhi del pubblico l’affascinante incontro fra culture e religioni. Per la stagione Danza del Teatro Ristori di Verona venerdì 25 febbraio alle 20 andrà in scena l’opera del coreografo francese di origini algerine, dedicata al tema dell’origine della cultura mediterranea.

I danzatori fanno vorticare le loro gonne come dervisci, brandendo lame e coltelli al suono della musica di Mozart e Fauré, miscelata con melodie tradizionali algerine, dialogando con il patrimonio musicale e spirituale dell’Occidente. La loro sensualità virile e la loro energia mozzafiato evocano un’umanità intera di barbari: persiani, celti, greci, vandali e babilonesi, come apparizioni da tempi remoti e oscuri che hanno influenzato quel grande crocevia di culture che è il Mediterraneo. Tutti questi elementi storici e culturali si mescolano, dal punto di vista stilistico, con il linguaggio della breakdance e dell’hip hop, reinventati in maniera spettacolare, in un mix di generi dalla sensualità quasi spirituale.

“Les nuits barbares si nutre delle brillanti tracce lasciate dalle culture vandale e dai goti, persiani, unni, arabo musulmani, della musica sacra d’Oriente e Occidente”, dice Koubi. “È un inno alla bellezza, quella che a dispetto delle guerre scaturisce dall’unione, che volta le spalle alle rivendicazioni identitarie, prende il meglio di ognuno e rende omaggio alla storia, alla diversità e alle origini. È un inno al Mediterraneo e alle nostre origini comuni che si incrociano nelle acque del Mare Nostrum. Alla nostra storia che dopo più di tremila anni testimonia un insieme di culture che ci uniscono più di quanto ci allontanino. Non importa se siamo algerini, spagnoli o francesi, siamo prima di tutto mediterranei: è la nostra appartenenza, più antica delle nazioni”.

Hervé Koubi solleva le ombre dalle notti barbare e mostra l’alba di una cultura condivisa, in un’esplorazione potente e carismatica della storia del Mediterraneo. “Ho passato cinque anni fra l’Algeria e la Francia, da una parte all’altra del Mediterraneo”, racconta. “E mentre tentavo di ritrovare la memoria delle terre dei miei antenati, in Algeria, ho formato una compagnia di tredici danzatori, compagni d’arte che amo chiamare fratelli ritrovati, testimoni di una storia perduta. Con loro sono ripartito per disegnare i contorni di una nuova avventura, per trovare le risposte al mistero delle nostre comuni origini”.

Hervé Koubi, nato come ballerino-coreografo in Provenza e perfezionatosi nella danza a Cannes e Marsiglia, è anche dottore in farmacia e biologo. Oltre a creare spettacoli con la sua compagnia, si dedica alla formazione: dal 2014 è coreografo del Pole National Supérieur de Danse, dall’anno successivo anche a Brive-la-Gaillarde, ed è stato decorato con l’ordine di Chevalier des Arts et des Lettres. Ora sta lavorando ad una nuova creazione, Sol Invictus, il cui debutto è previsto nel 2023. Maggiori informazioni sulla stagione 2021/2022 del Teatro Ristori e gli orari di biglietteria sono disponibili sul sito www.teatroristori.org. Per l’accesso al teatro la normativa richiede di esibire il Green pass rafforzato e di indossare la mascherina Ffp2 per tutta la durata dell’evento.

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