OMS: la pandemia non è finita. Sbagliato pensare che ne siamo usciti

In Europa è in corso una nuova ondata di ricoveri per Covid. Le autorità sanitarie devono organizzare per gli over 60 e le persone vulnerabili un secondo richiamo. Questa l’indicazione del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA). A settembre dovrebbero essere pronti i nuovi vaccini adattati alle nuove varianti del virus.

La quarta dose va somministrata non prima di 4 mesi dall’ultima. Il motivo che ne indica la somministrazione è il calo dell’immunità che avviene dopo. 6 mesi, per cui uno è più suscettibile al contagio. L’Ema, l’agenzia europea che li autorizza, precisa che «i vaccini attualmente autorizzati continuano a essere altamente efficaci nel ridurre i ricoveri ospedalieri per Covid-19, le malattie gravi e i decessi nel contesto delle varianti emergenti di Sars-CoV-2». In questo momento c’è un aumento dei ricoveri, anche in terapia intensiva a causa della variante BA5 di Omicron che determina una nuova ondata. Secondo le agenzie europee dovrebbero fare il richiamo anche i residenti nelle case di cura a lungo termine. Per l’Oms (Organizzazione mondiale della Sanità) il Covid “È ancora un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale’”. Ed è quindi necessario ripristinare mascherine e le altre misure di prevenzione e contenimento”.

Anche se oggi la malattia pare meno grave e provoca meno pressione sui servizi sanitari e meno morti, il Covid va ancora trattato come un’emergenza internazionale e le misure di contenimento, dalle mascherine al distanziamento, andrebbero riattivate. L’Oms esprime preoccupazione per la riduzione dei test e la  conseguente riduzione delle sequenziazioni genomiche che impedisce le valutazioni delle varianti attualmente in circolazione ed emergenti.

Sviluppo infezione rimane quindi imprevedibile poiché il virus continua ad evolversi. La pandemia non è finita nonostante la percezione che lo sia. E’ quindi necessario comunicare lo stato reale delle cose e di come a fronte di livelli elevati di trasmissione come quelli attuali, la mitigazione dell’impatto della pandemia dipenda dall’uso di adeguate misure di sanità pubblica. 

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