Pronto Soccorso intasati? La Uil chiede di potenziare la medicina territoriale

La Uil denuncia l’affollamento dei Pronto Soccorso. In particolare di quello dell’Ospedale di Borgo Trento che, secondo i dati della stessa Azienda Ospedaliera, nel periodo fra il 13 ed il 17 settembre ha avuto un aumento degli accessi del 15%, tanto che molti pazienti hanno dovuto stazionare a lungo sui lettini colorati nei corridoi. Una situazione davvero incresciosa, inaccettabile per una sanità come quella veneta che ha la fama di essere una delle migliori d’Italia.

Per ovviare alla situazione si pensa di riattivare 15 posti letto della sezione di decisione clinica chiusi a causa dell’emergenza Covid.

«Ma il problema- rileva Stefano Gottardi, sindacalista della Uil- sta nella sanità del territorio che va adeguatamente potenziata. E’ vero che la Regione – continua Gottardi– ha deciso di investire sulle strutture del territorio, ma i 31 ospedali di comunità e le 28 case di comunità previste per la nostra Ulss non sono sufficienti» 

In effetti è tutto il sistema della medicina territoriale che va rivisto, proprio per scaricare gli Ospedali e i Pronto Soccorso da numerose prestazioni improprie, a cominciare dal ruolo dei medici di famiglia. «Gli ospedali sono sovraccarichi di lavoro anche per la mancanza di medici e di infermieri. Dal primo luglio – conclude Gottardi- si sono licenziati 70 infermieri per le condizioni di lavoro insostenibili.»

Una denuncia, quella del sindacato Uil, che dovrebbe esser recepita dalla Regione per accelerare i tempi.

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