Quelle telefonate che allungano la vita: La Voix humaine e The Telephone al Filarmonico.

Si apre il sipario sull’inedito dittico operistico domenica 28 novembre alle 15.30 al Teatro Filarmonico ∙ Il soprano Lavinia Bini interpreta una donna sconvolta da un doloroso addio nella geniale pièce di Jean Cocteau, già cavallo di battaglia di artiste come Anna Magnani e Sophia Loren, qui musicata da Francis Poulenc ∙ Opposta e complementare è la breve opera buffa di Gian Carlo Menotti, mai rappresentata a Verona: Lucy e Ben sono Daniela Cappiello e Francesco Verna, alla prese con un esilarante terzo elemento incomodo ∙ L’Orchestra della Fondazione Arena di Verona è diretta dal M° Lanzillotta mentre la nuova produzione vede la regia di Federica Zagatti Wolf-Ferrari, le scene di Maria Spazzi, i costumi di Lorena Marin e le luci di Paolo Mazzon.

La Voix humaine è la terza e ultima opera teatrale di Francis Poulenc (1899-1963): dopo la surreale Les Mamelles de Tirésias e l’ampio capolavoro Dialogues des Carmélites, l’atto unico sulla Voce umana (che traspone quasi integralmente il testo in prosa di Jean Cocteau, 1930) è forse anche il suo esperimento formale più ardito nel genere. In meno di cinquanta minuti di musica, si assiste ad una scena di compattezza e densità drammatica, dove l’orchestra e il canto sono perfettamente modellati sulla parola recitata, le sue mille sfumature ed il suo significato profondo, talvolta nascosto. Il soprano toscano Lavinia Bini si cimenta nell’impegnativo atto unico, che ritorna dopo molti anni sul palcoscenico del Teatro Filarmonico nel ruolo che a Verona è stato di Magda Olivero (in italiano nel 1988), dame Gwyneth Jones (in scena) e Tiziana Fabbricini (in forma di concerto). Sul podio dell’Orchestra della Fondazione Arena fa il suo gradito ritorno il maestro Francesco Lanzillotta, reduce da quattro anni di successi alla guida dello Sferisterio di Macerata, ugualmente impegnato nell’opera e nel repertorio sinfonico con successo di pubblico e di critica.

The Telephone (1947) guarda scopertamente al genere dell’intermezzo buffo settecentesco ma con la melodia e la scaltrezza dell’uomo del Novecento che conosceva Broadway e i meccanismi della presa sul pubblico. The Telephone è quindi una prima assoluta e arriva sul palcoscenico del Filarmonico con il giovane soprano sorrentino Daniela Cappiello (Lucy) e il baritono Francesco Verna (Ben) in una nuova produzione realizzata da un team creativo completamente al femminile: al suo debutto veronese è la regista Federica Zagatti Wolf-Ferrari, che si avvale della collaborazione di Maria Spazzi per le scene e di Lorena Marin per i costumi. Le luci sono firmate dall’esperto areniano Paolo Mazzon.

«Chissà se Menotti e Poulenc immaginavano che il telefono sarebbe diventato l’oggetto fondamentale nella vita di oggi… – osserva il maestro Francesco Lanzillotta, descrivendo i diversi ruoli dell’orchestra nei due titoli – In Poulenc la partitura scorre come l’acqua di un ruscello, è musica raffinata in cui la ricerca di colori significanti più che di melodie coinvolgenti è alla base di una concezione illuminata di grande teatro musicale. Menotti segue il canto con un tappeto di velluto morbido e con ironia sottile, la cui apparente semplicità è il punto di arrivo di un percorso compositivo complesso, che lavora per sottrazione, eliminando il superfluo, ricordandoci che semplice non significa banale». Proprio l’onnipresenza del telefono è al centro dello spettacolo pensato dalla regista Federica Zagatti Wolf-Ferrari e lega le due opere come parti di uno stesso arco temporale che tocca diverse generazioni: «Il telefono interrompe, limita, spezza e sbriciola l’attività della mente in frammenti impossibili da ricomporre: un tempo per la precarietà della linea, oggi per la “necessità” dei social di esaurire un argomento in 15 secondi, per passare il più velocemente possibile ad altro. Oggi come ieri, è il telefono a possedere noi, non siamo noi a possedere un telefono. In scena prevale un elevamento: il filo. In Poulenc, come un conto alla rovescia, il filo diventa sempre più corto, fino a diventare irraggiungibile. In Menotti assistiamo a una moltiplicazione mostruosa e angosciante di fili, simbolo della bulimia comunicativa e dell’iper-connettività odierna che domina azioni e relazioni, anche quella fra Lucy e Ben». Dopo la prima di domenica 28 novembre, il dittico telefonico La Voix humaine – The Telephone va in scena martedì 30 novembre (alle 19), giovedì 2 dicembre (alle 20) e domenica 5 dicembre (alle 15.30). I biglietti sono già in vendita online e presso la Biglietteria centrale, e anche presso la Biglietteria di via Mutilati due ore prima di ogni spettacolo. Per legge, l’accesso e la permanenza in teatro sono consentiti solo indossando la mascherina chirurgica ed esibendo il green pass (ulteriori informazioni disponibili alla pagina web https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico/info-covid).

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