Quote rosa dappertutto. Da Prato della Valle al Quirinale

Due consiglieri comunali di Padova hanno notato che fra le 78 statue di personaggi illustri disposte in circolo in Prato della Valle, la più grande piazza d’Europa dopo la Piazza Rozza di Mosca, non c’è nenanche una donna. E’ inammissibile! E’ ora di metterci anche la statua di una donna, hanno detto. E c’è da giurare che verrà fatto. Naturalmente in applicazione delle “quote rosa”. Lo stesso, prima o poi, capiterà anche per i nomi delle strade, dove prevalgono quelli maschili. Verranno sostituiti con delle femmine. Non ce ne sono abbastanza? Non importa. Le intesteranno a delle donne scelte a caso nei cimiteri. Basta che il rapporto stabilito dalle quote rosa venga rispettato. 

E qualcuno poteva pensare che, dato tutto questo, non saltasse fuori qualcuno a rivendicare che, siccome i Presidenti della Repubblica finora sono stati tutti maschi, adesso è ora di eleggere una donna? Poco importa se, nonostante le quote rosa, le donne a fare politica sono una minoranza. E ancora meno se nessuna gode di quell’ampio consenso che solo garantisce la necessaria rappresentatività per ambire al Colle. Quel che conta è che sia donna. 

Ecco allora che saltano fuori i nomi di quelle poche che ci sono. Prima fra tutte la presidente del Senato, che prima di assurgere un po’ casualmente a quella carica, non la conosceva quasi nessuno. O la ministra della Giustizia Marta Cartabia, che se chiedi alla signora Maria non l’ha mai sentita nominare. E perché allora non la Bonino, o la Rosy Bindi? Fra tutte le donne, quella che gode del maggior consenso sarebbe la Meloni. Ma non ha l’età. E allora, a proposito di non avere l’età, perché non Giliola Cinquetti che adesso ce l’ha?

E’ questo il senso dell’appello firmato da Dacia Maraini, Edith Bruck, Liliana Cavani, Michela Murgia, Luciana Littizzetto, Silvia Avallone, Melania Mazzucco, Lia Levi, Andrée Ruth Shammah, Mirella Serri, Stefania Auci, Sabina Guzzanti, Mariolina Coppola, Serena Dandini, Fiorella Mannoia.
“Ci sono in Italia donne – dicono- che per titoli, meriti, esperienza ed equilibrio possono benissimo” fare il Presidente della Repubblica. Anche se aggiungono: ”non è questa la sede per fare un elenco di nomi”.

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