Ricoveri stabili e contagi sotto controllo grazie al vaccino. Provvedimenti per i sanitari che non si vaccinano

Oggi il Direttore Generale della Ulss ha reso noti i dati sull’andamento della pandemia nella nostra provincia. Come già detto in più occasioni dal numero e dalla tipologia dei contagi emerge l’efficacia del vaccino nel contenimento del virus. «La maggior parte dei positivi- ha precisato Girardi- sono giovani. Mentre la maggior parte dei ricoverati sono over 65.» Dei 58 ricoverati in reparti non critici 8 sono pazienti già vaccinati. Dei 5 in area critica 1 era stato vaccinato. Apparentemente sarebbero percentuali allarmanti. Ma non è così. «Bisogna considerare – ha ricordato il Direttore Generale- che il 5% dei vaccinati non sviluppa anticorpi». Cioè è come se il vaccino non lo avesse mai fatto. Ciò per chiarire che vaccinarsi serve. Lo dimostrano, al di là di ogni ragionevole dubbio, i dati dei ricoveri.

Sono un centinaio di dipendenti della Ulss 9 che non si sono ancora vaccinati. Ad aprile,- ha spiegato il direttore amministrativo Giuseppe Cenci- al momento in cui è entrato in vigore il decreto 44, in tutto il Veneto i dipendenti della Sanità non vaccinati erano 7.045, di cui 860 in provincia di Verona. Ma il grande lavoro di persuasione messo in atto dalla Ulss ha fatto in modo che 700 di costoro ci abbiano ripensato ed abbiano accettato di vaccinarsi. Più di un centinaio però non ha ancora deciso di farlo né ha mai risposto alle sollecitazioni dell’azienda dando delle spiegazioni. E questo è un problema.  Non è detto che tutti siano dei no-vax. Fra loro anche quelli che per motivi di salute il vaccino non lo possono proprio fare.  Ma su 7, tra i quali un dirigente medico, s’è già abbattuto il provvedimento disciplinare della sospensione, provvedimento che necessariamente dovrà essere esteso agli altri, a meno che non avvenga un ripensamento.
Il problema a questo punto, osserva il direttore generale Pietro Girardi, è come ricollocarli per fare in modo che non siano un rischio per sé e per gli altri. Per questo l’Ulss sta facendo una mappatura. Con molta probabilità la riqualificazione consisterà nell’adibirli da casa al contact-tracing. Nel giro di una settimana L’Ulss conta di completare la ricollocazione dei non vaccinati.

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