Rischio inondazione al rifugio di Merlara, la staffetta che ha messo in salvo almeno cento cani e gatti. Ora servono aiuti.

(di Elisabetta Gallina) – L’allarme è scattato mercoledì, nel tardo pomeriggio. Le piogge insistenti di questi giorni avevano già impensierito i volontari del rifugio di Merlara (sul confine tra il veronese e il padovano) che, a turno e su base volontaria, si prendono quotidianamente cura di oltre cento cani e una trentina di gatti. Il livello del Fratta, vicinissimo alla struttura e ai box, verso sera ha raggiunto livelli inquietanti. Poi la preoccupazione che si trasforma in un alert del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta. “Occorre evacuare la struttura“. Ed è così che la catena degli aiuti non ha tardato ad attivarsi con decine di persone, esperte o meno, che hanno aperto recinti e infilato in gabbioni con premura ma celerità occhi smarriti, già provati da abbandoni, non coscienti di quello che stava accadendo. Fino a tarda notte – alcune operazioni sono ancora in corso – fuori dal rifugio “Val di Maso” di Merlara sono arrivate auto, furgoncini, box in ferro altri in plastica, cuscini e coperte. Ed è iniziata la spartizione di cani e gatti in pensioni e nelle case di volontari, alcuni anche con 4 o 5 quattrozampe in carico. Impauriti, infreddoliti, talvolta mordaci perché scossi dall’emergenzialità. Portati via da quello che per loro, pur trattandosi di un canile, rappresenta un luogo sicuro. Una seconda possibilità inattesa e generosa di carezze.

L’emergenza non è finita. Le previsioni meteo non promettono nulla di buono nemmeno nei prossimi giorni e l’accoglienza di questa massiccia operazione di spirito animalista è transitoria. Non si tratta di adozioni o sistemazioni definitive. Riportiamo quindi l’appello dei tanti volontari, in queste ore impegnati a fare staffette nelle case degli ospitanti, per spronare alle adozioni – ora più complesse ma non impossibili – o alla consegna di crocchette, cibo umido, medicinali per animali, ciotole, cucce impermeabili. Meglio ancora la disponibilità a “stalli” ovvero sistemazioni temporanee dove questi animali possono essere lasciati in mani sicure con il supporto della struttura in termini di mantenimento e assistenza. Chi vuole può contribuire economicamente all’ospitalità nelle pensioni. La situazione e le richieste vengono costantemente aggiornate sulla pagina facebook linkata QUI.

Un’oasi di speranza per centinaia di cani e gatti. Seppur situato in provincia di Padova, il rifugio di Merlara rappresenta un porto sicuro per tanti cani accalappiati o recuperati dai Comuni sull’asse della pianura veronese e si trova ad una manciata di chilometri da Terrazzo e Legnago. Qui si raccolgono storie di quattrozampe il più delle volte difficili, complesse da dimenticare e talvolta anche da raccontare. Che rende difficile ma non impossibile l’adottabilità di alcuni soggetti dal 2012 curati e amorevolmente ristabiliti da decine di volontari dell’associazione L.Eu.Di.Ca., Lega Europea per la Difesa del Cane, in collaborazione con la sezione locale dell’associazione (su fb: LNDC sez. Legnago e Bassa Veronese APS) guidati da un’infaticabile Mariella Zamperlin.

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