Scaligera basket, Mantova strappa gara 3 e costringe Verona ad un altro match

(di Rocco Fattori Giuliano) Nella bolgia della Grana Padano Arena, Mantova strappa a Verona gara 3 dei playoff e conquista una chance per impattare la serie e costringere la Scaligera a lottare sino a gara cinque. 66-59 il risultato finale (29-14 nel primo quarto; 16-17 nel secondo; 8-20 sul terzo nel momento di massima ripresa scaligera, e 12-8 nel quarto definitivo per la vittoria virgiliana). La Scaligera paga un primo quarto da dimenticare con 29 punti messi a referto da Mantova in virtù di un attacco chirurgico e di una difesa asfissiante. Forse un po’ oltre i limiti, dato che al terzo minuto del secondo quarto questa aggressività a tutto campo porta alla reazione dura di Xavier Johnson (sino a quel momento il più prolifico dei gialloblù) con contestazione agli arbitri, trash talking con gli avversari, e conseguente espulsione. Un inizio in salita che avrebbe tagliato le gambe a chiunque.

Ma questa Scaligera sa soffrire e nei momenti più duri è stata capace di ritornare un po’ alla volta, azione dopo azione, a contenere le folate offensive ed a migliorare le proprie percentuali offensive. All’intervallo lungo – nonostante i 14 punti da recuperare – già si intuisce la volontà di recuperare con decisione: il terzo quarto – inizio sfolgorante con sette punti a zero – è tutto gialloblù che tiene a soli 8 punti Mantova e chiude il gap. Si entra nell’ultima e definitiva frazione con due soli punti da recuperare (53 a 51), Casarin sbaglia i due liberi del pareggio. E’ il segnale che Verona paga lo sforzo fatto e che la stanchezza inizia a rendere meno lucidi i gialloblù. Mantova aspetta sorniona e colpisce sugli errori scaligeri.

Si va a gara 4. Karvel Anderson è il migliore dei veronesi con 16 punti , 14 di valutazione in 25 minuti di gara. Johnson lo segue con 12 punti in soli 9 minuti di gioco. Pini, Grant, Roselli.. nessun’altro riesce ad andare in doppia cifra. Mantova ha sfruttato il fattore campo, ha tramutato in energia positiva la coda polemica di gara 2 (e i 18 mesi di sospensione affibbiati al suo presidente per il suo comportamento a Verona), ha cercato e voluto il punto dell’onore. Verona è rimasta imbrigliata. Ma ha ancora due frecce nell’arco per passare il turno.

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