Situazione e dati sulla sicurezza: in Prima Commissione l’assessore Marco Padovani e il commissario della Polizia locale Michele Nespoli:

Verona è una città sicura? Se ne è discusso oggi in Commissione. Il presidente Bacciga ha aperto i lavori della seduta spiegando che c’è una sostanziale differenza tra la sicurezza effettiva e quella percepita. I dati delle Forze dell’Ordine ci aiutano a comprendere meglio la situazione. Nello scorso ottobre il “Sole 24 Ore” ha pubblicato la classifica 2021 che analizza l’indice della criminalità nelle 106 province italiane – dove il primo posto corrisponde a un alto tasso di denunce di reati –: Verona è scesa di ben 21 posizioni, passando dal 33esmo al 54esimo posto e risulta essere la più sicura tra le città, a pari dimensioni, medio-grandi.

«Dal primo di gennaio ad oggi – ha spiegato Padovani – gli arresti in flagranza di reato sono stati 11 e 36 le denunce a piede libero. La Polizia locale ha identificato 10.550 persone, con una media di 230 soggetti al giorno, tra questi, 770 sono i minori nelle zone del centro a seguito di segnalazione, in Piazza Pasque Veronesi, nel piazzale della Stazione, a Porta nuova, al Parco Colombare, in Piazza Bra, in Piazza San Nicolò, all’ex Arsenale, in zona Stadio, a Borgo Roma (Via Tunisi), San Massimo, Cadidavid, Basson; tutti i quartieri vengono coinvolti dalle Forze dell’Ordine. Mi preme però ricordare che l’attività della Polizia locale opera su più fronti: antidroga con due unità cinofile – come il maxisequestro di più di 4 kg di hashish e marijuana – ordini di allontanamento, daspo urbano, ordinanze per divieto di raccolta denaro, accattonaggio e prostituzione, parcheggiatori abusivi, sgomberi sul suolo pubblico, 600 controlli sul Green pass e attività sulla falsificazione di documenti. Ritengo di dovermi complimentare con tutti gli agenti per l’attività e l’impegno. Verona è sicura; certamente ci sono alcune situazioni da migliorare ma viviamo in una delle città più virtuose.»  

«Stiamo lavorando su più fronti e aspetti – ha evidenziato Nespoli –. E per certe attività il risultato, frutto di indagini, è sul lungo termine e non immediato. Siamo attivi su una serie di situazioni in fase di sviluppo sulla rimozione di autoveicoli e motocicli abbandonati, in suolo anche privato. Notiamo un aumento del fenomeno droga, con i nostri interventi mirati anche sui bus cittadini o nelle zone più difficili, attraverso l’utilizzo di unità cinofile. Il sequestro dei 4 kg di marijuana e hashish, trovate in possesso di tre giovani, induce a pensare che si tratta di smercio molto veloce, e che dunque le sostanze girino tra i giovani in maniera ingente. Abbiamo anche notato un aumento legato al disagio abitativo, con occupazioni e bivacchi: un aspetto che preoccupa è che molte di queste persone che dormono per strada non vogliono farsi aiutare. Queste situazioni coinvolgono anche altri settori impegnati nel sociale. Non essendovi comunque reato, diventa debole il dispositivo normativo di intervento. Il daspo urbano si rivela uno strumento utile perché possiamo costruire uno storico delle persone e avere un maggiore controllo del territorio. 

In aumento anche i furti in appartamento e, soprattutto, i danneggiamenti, questi ultimi legati a singoli soggetti, in particolar modo giovani. Le telecamere sono fanno da deterrente e aiutano nel monitoraggio: in città è stato installato un considerevole numero, più quelle private censite. Ma in molte zone tale servizio è ancora inesistente. Andrebbero aumentate, sebbene c’è chi non sia d’accordo perché questo controllo diminuisce la privacy. 

Per quel che riguarda le baby gang, invece, a Verona non esiste un vero e proprio fenomeno. Ci sono ragazzi che si trovano in gruppo e non passano inosservati, che vengono attenzionati. È stato istituito un Osservatorio in Prefettura che sta lavorando per raccogliere tutte le informazioni e capire la fenomenologia.»

Gli interventi di alcuni commissari presenti al tavolo di lavoro hanno fatto emergere alcune criticità in merito ai cosiddetti “furbetti” delle immondizie e al consumo di droga tra giovani e lo spaccio nelle scuole. Il presidente Bacciga ha perciò chiuso la seduta dichiarando che a breve verranno calendarizzate due commissioni al riguardo. 

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