Tanto rumore per nulla. Ma era la vigilia delle elezioni.

Sta per finire in una bolla di sapone la vicenda di Luca Morisi, l’ex responsabile della comunicazione di Matteo Salvini, che lo scorso agosto era stato indagato per droga dopo che i Carabinieri, su segnalazione di due romeni con i quali aveva trascorso la notte, avevano scoperto nella sua casa di Belfiore una piccola quantità di cocaina. La Procura di Verona sta per decidere per l’archiviazione del caso per “la particolare tenuità del fatto”. Gli inquirenti avrebbe accertato che il flacone di ‘droga dello stupro’ che era stato sequestrato ai due giovani romeni dopo che erano usciti dalla casa di Morisi sarebbe stato portato da uno dei due ragazzi, e non procurato da lui. A ben guardare la Procura di Verona aveva subito espresso dei dubbi circa l’esistenza di un reato in quella vicenda. E coerentemente adesso si appresta ad archiviare. Resta tutto il clamore che è stato pompato ad arte attorno alla vicenda. Se c’erano dei dubbi adesso è tutto chiaro. Una manovra pre-elettorale per colpire la Lega. Seguita a pochi giorni di distanza da un’altra, quella contro il parlamentare europeo della Meloni Carlo Fidanza, ordita per colpire Fratelli d’Italia. La lotta politica s’avvale anche di questi mezzi. Purtroppo.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail