Tira e molla fra Regioni e Mnistero sulla riforma del medico di famiglia 

Uno dei problemi più sentiti dalla gente è il ruolo del medico di base che, così com’è, scontenta un po’ tutti, medici e pazienti. Una bozza di riforma è già stata buttata giù in una serie di incontri fra Ministero e sindacati e L’Adige ne ha riassunto le linee essenziali. Ma ancora continua il tira e molla fra Stato e Regioni per la riforma del ruolo del medico di famiglia. Il principale oggetto del contendere rimane il tipo di rapporto fra medico di medicina generale e Servizio Sanitario Nazionale che dev’essere adottato. Nell’ultima bozza d’accordo cui sta lavorando il Ministero della Salute il medico di famiglia rimane come ora: un libero professionista che la vera per l’azienda sanitaria in regime di convenzione per garantire la libera scelta ed il rapporto fiduciario medico-paziente. Le Regioni, che invece avevano spinto perché i medici diventassero dipendenti dell’azienda sanitaria, insistono per avere almeno una parte dei medici assunti come dipendenti per utilizzarli nelle Case della comunità. Il Veneto, la provincia autonoma di Bolzano, la Campania e la Puglia osservano che la nuova proposta di ruolo per i medici di medicina generale non cambierebbe granché la situazione attuale che invece scontenta tutti, medici e pazienti.  Invece Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Sardegna, pur critiche nei confronti della proposta del Ministero, sono più propense ad un compromesso per non perdere 7 mld del Pnrr che arriverebbero solo in caso che la riforma andasse in porto. Le trattative continuano.

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