(di Giovanni De Paoli) La guerra fra Tommasi e la Gasdia continua. E il sindaco, con la scusa dei lavori per le Olimpiadi, affonda Arena di Verona srl, la società della Fondazione che organizza l’extra-lirica.

Non c’è che dire, l’ha studiata bene la mossa per sferrare un bel calcio negli stinchi alla Gasdia. Aveva preso due sberloni con la nomina della Sovrintendente e con la sua elezione a presidente della società che gestisce l’extra-lirica. Ha meditato come restituirglieli, e  c’è riuscito, almeno in parte. 

Due a uno e palla al centro. Tanto per usare una terminologia famigliare al sindaco calciatore.

E perché non sembrasse una ripicca si è anche costruito una bella giustificazione. Nel 2026 ci saranno le Olimpiadi e il Comune , dice Tommasi, deve avere a sua disposizione l’Arena per fare tutti i lavori che servono. Quindi la Fondazione Arena non può più organizzare eventi extra lirica. Di conseguenza Arena di Verona srl, che aveva il compito di organizzare l’extra-lirica, non avrà più ragione d’esistere.

Tommasi arena

Ma come farà il Comune a gestire ‘in house’ un’attività assolutamente specialistica, che necessità di competenze, esperienza e di tutta una serie di relazioni nel mondo della musica e della comunicazione, come quella che è stata svolta egregiamente dalla società che fino a qualche mese fa era stata guidata da Gianmarco Mazzi, uno dei più grandi manager dello spettacolo che abbiamo in Italia? Forse pensa di appaltare questa attività a qualche altra società

Tommasi mazzi

Ma allora sarebbe come ammettere che quella dei lavori per le Olimpiadi è una scusa, visto che con i successi inanellati dalla società per l’extra lirica della Gasdia non c’era alcun motivo di cambiare la squadra vincente.

A meno che Tommasi non pensi di organizzare lui i concerti e serate con le grandi star dello spettacolo e con i collegamenti con la Rai e i grandi network della comunicazione. Ipotesi velleitaria, visto che stenta a gestire l’ordinaria amministrazione della città. 

Tommasi

E rischiosa. Per Tommasi, che si esporrebbe ad una figuraccia. E fin qui passi. Ma soprattutto per la città, che perderebbe un importante volano per la sua economia turistica e per la sua immagine.