Tosi, Verona diventi capofila della fusione in bronzo con un museo a cielo aperto

Flavio Tosi oggi, in una conferenza stampa in Piazza San Zeno, ha illustrato il progetto per riportare Verona capitale mondiale delle sculture in bronzo. Coadiuvato da Federico Martinelli, candidato Consigliere comunale della Lista Tosi e organizzatore di eventi espositivi, da Ernesto Lamagna, uno dei più importanti scultori italiani, e dall’imprenditore Michele Biondan, titolare dell’omonima azienda specializzata nel design e nell’arte del bronzo, Tosi ha detto: “L’obiettivo è che Verona torni centrale nell’arte della fusione delle sculture in bronzo, come lo è stata in passato. Tutt’ora grandi opere vengono realizzate nel veronese, ma siamo lontani dai fasti del passato e le potenzialità sono enormi. Come attirare di nuovo i grandi artisti internazionali? Vanno ricreare le condizioni per un nuovo mecenatismo e la nostra idea è di utilizzare lo strumento dell’art bonus attraverso la Fondazione Musei che istituiremo. Poi promuoveremo l’arte della scultura in bronzo con esposizioni temporanee nei luoghi della città”.

Federico Martinelli ha ringraziato “Flavio Tosi, che ha accolto con interesse questa proposta che nasce dalla collaborazione con il Maestro Ernesto Lamagna, che ha voluto affiancarci in questa giornata importante per il mondo dell’Arte e in particolare per il settore della scultura. Verona, un tempo, era riconosciuta capitale del bronzo: qui si recavano a fondere alcuni tra i più importanti scultori italiani e internazionali, consapevoli della professionalità degli operai addetti. Grandi opere, anche monumentali, venivano e tutt’ora vengono ideate e realizzate nel veronese. Basti pensare che la grande stele di 30 metri realizzata da Arnaldo Pomodoro oggi all’EUR è stata fusa a pochi chilometri da qui. Il progetto intende proporre l’individuazione di alcune “isole” sulle quali collocare, lungo le strade del centro storico, le sculture realizzate nelle fonderie veronesi o dei territori limitrofi al fine di posizionare la Città quale “nuova capitale del Bronzo italiano” al pari di quanto accade, per il marmo, a Pietrasanta. In tal modo gli artisti sarebbero incentivati a tornare a realizzare le loro opere, con la possibilità di valorizzarle attraverso un “museo a cielo aperto” a beneficio non solo dei veronesi ma anche dei turisti»

Poi è intervenuto il Maestro Ernesto Lamagna, che ha detto: «Sono accanto a Flavio Tosi e Federico Martinelli per questa importante iniziativa che vuole coinvolgere il mondo dell’arte e dell’artigianato, al fine di valorizzare una tradizione centenaria, un vanto per Verona che oggi rischia di andare perduto. Ho settantasei anni e fondo le mie sculture da oltre quarant’anni nel veronese. Ho vissuto e vivo fino a sei mesi all’anno tra fonderie e laboratori del bronzo e del vetro del vostro territorio. Qui ho conosciuto artisti che hanno segnato il corso della storia e ne ho visti crescere molti. Le mie stesse opere, qui realizzate, sono in importanti piazze, basiliche e siti archeologici di tutto il mondo. È un patrimonio culturale di Verona che merita di essere tutelato e consolidato. Tosi ha subito colto questa esigenza. Siamo qui a proporre di individuare – oltre a un museo a cielo aperto che è un progetto ambizioso ma con possibilità di diventare concreto – una o più borse di studio da destinare a studenti meritevoli dell’Accademia o degli Istituti d’Arte, affinché nuovi giovani possano affidarsi all’arte del bronzo avviando un percorso all’interno delle fonderie. Oggi l’età media di un operaio è di sessanta anni, manca il necessario ricambio generazionale all’interno delle fonderie che oggi hanno pochi operai.  Ecco perché l’idea di portare le opere a cielo aperto diventa qualcosa di tangibile: Verona sarebbe l’unica città al mondo ad avere delle esposizioni temporanee di sculture in bronzo».

Ha concluso gli interventi Michele Biondan: “L’Italia, negli anni, ha perso e sta perdendo la sua leadership mondiale, quando gli scultori di tutto il mondo venivano a scolpire a Verona, Pietrasanta e Roma, i tre centri con la maggior concentrazione di fonderie. Oggi avere una fonderia è da eroi perché tra concorrenza sui prezzi dei paesi asiatici, costi per gas e materie prime, è solo la passione per questo lavoro che può far camminare il settore. Mi piacerebbe che anche la nostra città, tra le prime in Italia per arte e cultura ereditata, fosse motivata da questo percorso di rinnovamento che è stato presentato oggi. Sarà poi importante attirare giovani artisti e concedere loro spazi per le opere da esporre, ma anche per poter firmare un restauro, una pavimentazione, una via, una piazza, qualcosa che possa essere trasmessa nel futuro». 

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