Urbanistica e costruzioni, ecco i 12 punti chiesti dai professionisti al prossimo sindaco per non bloccare Verona

In dodici punti – che trovate qui di seguito – sono sintetizzate le richieste prioritarie che l’Ordine degli Architetti di Verona, insieme ad Ance Verona, all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Verona, il Collegio dei Geometri di Verona e l’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali di Verona hanno avanzato sulla base, anche, della visione della città emersa nel confronto tra i candidati sindaco. Imprese, Architetti, Ingegneri, Geometri, Agronomi e Forestali, chiedono alla nuova Amministrazione che andrà a dirigere il Comune di Verona di:

 Mettere al centro dell’attività degli uffici il diritto del cittadino ad ottenere il servizio richiesto, privilegiando il principio della collaborazione tra le parti;

 Migliorare le modalità di contatto e scambio documentale con l’utente privato, ripristinando i rapporti di comunicazione diretti;

 Riorganizzare gli uffici tecnici secondo competenze interdisciplinari al fine di garantire un processo istruttorio delle istanze in forma lineare, eliminando gli attuali infiniti frazionamenti di competenze;

 Potenziare il personale, incentivando chi esprime qualità professionale, agevolando le attitudini individuali mediante formazione continua aperta (anche in collaborazione con Associazioni di Categoria, Ordini e Collegi Professionali);

 Individuazione, da parte del Sindaco, di una sua figura di fiducia (“Advisor Tecnico”), competente in materia, in grado di filtrare, analizzare e monitorare le procedure e l’iter delle istanze, al fine di dare soluzione ai problemi insorgenti, in collaborazione con i Dirigenti ed il Capo Area;

 Istituire “Tavoli Tecnici” permanenti al fine di mantenere un dialogo continuo e costante con Imprese e Professionisti del territorio.

 Individuare rapidamente un “master plan” generale della città che si ponga come disegno ideale esemplificativo dello zooning del PI secondo gli indirizzi indicati dall’Amministrazione;

 Il Piano degli Interventi resti sempre “aperto” alle istanze di modifica da parte degli utenti secondo forme di concertazione ristretta, in modo che le potenzialità emergenti dalla domanda del mercato possano concretizzarsi in tempi rapidi una volta verificata la compatibilità delle proposte con gli indirizzi della pianificazione territoriale vigente;

 In linea con il precedente punto, inversione dell’impostazione del Piano degli Interventi individuando solo le destinazioni non consentite;

 Redazione del Piano Paesaggistico Territoriale in modo da accelerare l’iter procedurale di rilascio delle autorizzazioni dei progetti redatti in aree sottoposte a vincolo;

 Redazione del Piano del Verde che permetta una visione e una gestione generale di tutte le sue componenti (temi estetici, ecologici, sociali) ma anche legate al mondo agricolo, collinare e boschivo;

 Redazione del Piano del Colore al fine di accelerare e semplificare l’iter di rilascio della relativa autorizzazione, nonché tutelare il patrimonio edilizio storico e la sua visione d’insieme.

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