Valdonega studia il Controllo di Vicinato

Affollata assemblea ieri sera in Valdonega presso la sala parrocchiale per conoscere com’è e come si può attuare il Controllo del Vicinato. Gli atti vandalici che hanno segnato le ultime settimane e la discussa sensazione di insicurezza dei cittadini ha trovato risposta ieri sera in un’assemblea organizzata dalla Lega ed in particolare dal consigliere Andre Bacciga e Marco Vantini, amministratore unico della Solori, la società di esazione del Comune di Verona. Gia due anni fa Beatrice Bertagnoli della Commissione Sicurezza della 3^ Circoscrizione, di cui appunto Valdonega e Borgo Trento fanno parte assieme agli altri quartieri di Verona Nord, aveva lanciato l’idea, che ora vede procedere grazie all’impegno di Bacciga che ha espresso «soddisfazione per questo incontro richiestomi dalla cittadinanza, che ha visto coinvolti i residenti del quartiere per un confronto partecipato e propositivo. Al riguardo ho già convocato due commissioni e la settimana prossima faremo un’altra riunione al Basson». Presente il sindaco Federico Sboarina, Stefano Carboni, referente provinciale dell’associazione per Mantova, Brescia e Verona, ha spiegato come si concretizza il “Controllo del Vicinato”. 

Si tratta di una rete territoriale di volontari e specialisti volontari che ha l’intento di diffondere la cultura della prevenzione, della solidarietà sociale e della partecipazione dei cittadini a progetti di sicurezza partecipata all’interno delle proprie comunità. 

I “controllori” vengono inseriti in gruppi di chat di Whatsapp e istruiti con regole ben precise sul modus operandi: per esempio, viene segnalata una macchina sospetta a seguito di un furto nella zona ma non è stato preso il numero di targa. Chi è nel gruppo, e di conseguenza vive nella stessa area, potrebbe aver visto l’automobile e fornire delle informazioni in più. I dati raccolti vengono poi passati alle Forze dell’Ordine. Le chat servono per smistare gli allarmismi: quando c’è l’immediatezza della segnalazione, seria e veritiera, i responsabili allertano Polizia e Carabinieri. Questo metodo virtuoso è di spinta per le altre persone ad aiutare in quel territorio di appartenenza, dove si vive e si lavora. Nessuno può e deve sostituirsi alle Forze dell’ordine, che vanno chiamate immediatamente in caso di illecito o pericolo. Dopo la segnalazione, il volontario dell’associazione non scavalca la Polizia o i Carabinieri né chiede informazioni sull’esito e sulle indagini.

Nella zona in cui opera il Controllo del Vicinato viene affissa una targa con il logo dell’Associazione, che ha una doppia funzione: aumentare il senso di sicurezza dei cittadini, soprattutto delle persone anziane che vivono sole, e da deterrente ai malintenzionati. 

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