Zaia, Sboarina e Girardi d’accordo: va cambiato il modo di affrontare la pandemia.

“In Veneto l’incidenza dei contagi è del 12, 85%, molto inferiore alla media nazionale” ha tenuto a rimarcare Zaia nella conferenza stampa sul punto Covid nella regione. Oggi inVeneto ci sono 273.895 positivi, mentre un anno fa ce n’erano 57.469. A dimostrazione del fatto che la pandemia con l’avvento della variante Omicron è cambiata completamente. I contagi sono enormemente di più, ma con minor gravità come dimostrato dai dati sui ricoveri. Ci sono 2010 (+5) ricoverati in area non  critica, contro i 2898 nello stesso giorno dell’anno scorso. I ricoverati in terapia intensiva sono 204 (+1) contro i 338 dell’anno scorso. Ieri ci sono stati altri 32 decessi che portano il totale delle vittime a 12,862. Verona – assieme a Vicenza-  continua a detenere il primato veneto dei contagi. 

E’ in “leggera crescita”  dice Girardi, direttore generale della Ulss veronese, mentre il resto della regione è in calo. E’ questa una caratteristica che si è sempre verificata anche nelle ondate precedenti. E tutte le volte che vediamo che nella nostra provincia ci sono più contagiati con tutto quel che ne consegue anche sul numero dei ricoveri e dei morti, ci chiediamo perché. Se nel 2020, quando l’epicentro della pandemia erano le province di Bergamo e Brescia, si pensava che Verona pagasse la contiguità territoriale con la Lombardia, oggi non si può pensare la stessa cosa. E’ piuttosto, come L’Adige aveva già scritto allora, l’alta frequenza dei contatti umani che caratterizza la nostra provincia la cui economia si fonda sugli scambi di persone e cose. Stamattina il sindaco Federico Sboarina, accompagnato dal DG della ulss 9 Girardi, dal direttore generale dell’ATI Stefano Zaninelli e dall’assessore al Sociale Daniela Maellare, ha tenuto una conferenza stampa per fare il punti sulla situazione della pandemia a Verona. Sboarina, confortato in questa sua posizione da Pietro Girardi, rilevando che la natura di questa fase della pandemia è molto diversa da quella che aveva caratterizzato le fasi precedenti chiede che il Comitato Tecnico Scientifico ci deve dire se il comportamento di fronte a questa variante dev’essere affrontato in modo diverso.

Stando così i numeri – dice il sindaco- con il plateau della curva dei contagi che si assesta sul 2,5% della popolazione, nelle scuole si sta determinando la chiusura del 50% delle classi. E questa è una situazione insostenibile. Situazione che poi si riflette sulle famiglie e quindi sull’intera popolazione. Si pensi che solo da lunedì ad oggi sono passate da 1300 a 2437 le classi in qualche modo interessate dal contagio. Ciò significa che nelle scuole l’aumento dei contagi è velocissimo. Il sindaco Sboarina e il Direttore Generale dell’Ulss veronese Pietro Girardi hanno entrambi convenuto che Il sistema sta tenendo anche co qualche criticità. «Ormai è un mese – nota Girardi- che i ricoveri in terapia intensiva si aggirano sempre sulle 30 unità» il che significa che si tratta di una malattia molto diversa da quella che aveva caratterizzato la pandemia nelle fasi precedenti. Adesso il positivo è asintomatico per cui va rivisto “il caso” del contagiato. Perché se si tratta di un semplice raffreddore  va riconsiderato come trattarlo, specie a livello di lavoratori degli operatori scolastici. In sostanza, come fatto presente dai Governatori al governo, non ha più senso concentrarsi sui tamponi e sul numero dei positivi, ma solo sui ricoveri e sui decessi. Girardi ha poi comunicato che la campagna vaccinale sta andando avanti, specie per i bambini.

Nell’ultima settimana la classe di età con maggior contagio è quella  fra i 10 e i 19 anni che costituisce il 40, 78%.  Prima dell’aperta delle scuole quella più colpita era la classe d’età fra i 40 e i 49 anni. A dimostrazione che la riapertura delle scuole è stata determinante nell’aumento dei contagi. Per quel che riguarda il nodo importantissimo del trasporto pubblico il Direttore Generale dell’ATV Zaninelli ha ricordato che sono stati fatti 110 mila controlli in 15 giorni, 7.000 al giorno. Su 1.100 fermate urbane, controlliamo le 10/15 più importanti che coprono il 79/890% dell’utenza. «L’utenza ha risposto bene – ha notato Zaninelli- visto che il 99% è dotato di Green Pass.

Anche ATV, come altre aziende di servizi, è in difficoltà per la mancanza media giornaliera di 80 autisti, il 30%  dei quali sono contagiati, mentre il rimanente è in isolamento volontario». E ’ comunque stato garantito il 98% del servizio. «Per garantirlo ATV si avvale di 92 linee privati oltre ai suoi 650 mezzi . Facciamo saltare qualche corsa fra le meno importanti,- ha ricordato Zaninelli-  quelle vicine ad altre, in modo che basta aspettare 10/15 minuti. Mentre sono state fatte saltare delle corse serali, generalmente semivuote.» Oggi viaggiano sui mezzi ATV 130 mila utenti al giorno. Prima del Covid erano 180 mila.

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