Zaia sul Covid e sull’emergenza umanitaria ucraina. Il Veneto sta facendo la sua parte

Pensavamo di terrene fuori. Ma purtroppo siamo ancora dentro la pandemia. Una fase diversa da quelle precedenti. M il virus gira e in Veneto nelle ultime 24 ore sono stati registrati 7.313 nuovi contagi. “Pensate- ha detto Zaia in una conferenza stampa tenuto a Palazzo Balbi per fare il punto sulla situazione- che nel dicembre 2020, che è stato il momento peggiore della pandemia, in Veneto se ne contavano circa 1.700”. Il che significa che numero dei contagi non significa più gravità della situazione. Ciò è dato dai vaccini e dalle mutazioni del virus. 15 morti anche ieri in Veneto, che portano il totale delle vittime a 13.997, a un soffio dal tetto dei 14 mila morti. I ricoveri sono in calo nei reparti medici e stabili nelle terapie intensive. Bassa la percentuale delle prime dosi di vaccino. Per quel che riguarda l’emergenza umanitaria conseguente la guerra in Ucraina il Veneto si prepara ad accogliere 50mila profughi. Ne sono arrivati già più di 4mila. Nelle stazioni, dove arrivano i rifugiati, sono state organizzate delle postazioni per fare i tamponi che finora hanno rilevato un tasso di positività del  2-3%.

“Abbiamo la necessità – ha detto Zaia- di capire che variante del virus è. Potrebbe essere una variante subdola che ci trova impreparati e fa ripartire i contagi.” Per questo il Governatore ha dato disposizione ai Direttori Generali delle Ulss di impegnarsi nelle sequenziazioni, perché solo così è possibile sapere sempre di fronte a che nemico ci troviamo. “Si tratta di una popolazione non molto vaccinata, abbiamo ora il vaccino obbligatorio a chi arriva per ordinanza e chi ha fatto sputnik ottiene il richiamo con Pfizer”. Sono quasi 4mila i veneti che hanno dato disponibilità a ospitare profughi con oltre 8.100 posti letto, Ad ora sono già stati donati più di 412mila euro da parte di 2.373 donatori.

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