LEAL contro il declassamento. “Pregiudizio grave e irreparabile”
LEAL – Lega Antivivisezionista – esprime ferma opposizione al recente e controverso sì della Camera al declassamento del lupo, una decisione considerata dall’associazione priva di basi scientifiche e potenzialmente devastante per l’equilibrio ecosistemico italiano. L’organizzazione ha già presentato ricorso al Tribunale di Giustizia Europeo e annuncia di essere pronta a intraprendere tutte le azioni possibili, in ogni sede competente, per contrastare il provvedimento.
Secondo LEAL, il declassamento rappresenterebbe un pregiudizio grave e irreparabile, in assenza di evidenze tecnico-scientifiche che possano giustificare una misura di tale portata.
Cristiano Fant, Operatore Esperto in Etologia Relazionale e Responsabile LEAL per la fauna selvatica, commenta duramente il voto parlamentare:
“Il sì della Camera è assolutamente antiscientifico e guidato da soli interessi di parte. Il ritorno del lupo in Italia ha riportato a galla paure ataviche, che però nulla hanno a che vedere con la realtà biologica e comportamentale di questa specie. È indispensabile ristabilire la verità su questi animali.”
Il caso di Ospitale di Cadore: paura senza basi reali
Fant richiama l’attenzione su quanto sta accadendo a Ospitale di Cadore, piccolo comune ai piedi delle Dolomiti, nel Bellunese. Gli abitanti si dicono “assediati dai lupi” e il sindaco sostiene la presenza di tre branchi nella zona.
“Su quali dati poggi questa valutazione non è dato saperlo – denuncia Fant – dal momento che non risultano competenze specifiche in materia. Ciò che davvero pesa è la percezione distorta del lupo, alimentata da una totale assenza di informazione e formazione, soprattutto in una provincia che non fa praticamente nulla per creare le condizioni di una convivenza corretta tra umani e fauna.”
Obblighi di legge ignorati
LEAL ricorda che la Legge Regionale Veneto 60/93, all’articolo 7, impone a ASL e amministrazioni comunali di organizzare annualmente attività informative pubbliche e scolastiche per educare la popolazione al rapporto uomo-animale-ambiente.
Un obbligo mai rispettato, senza che Prefettura o polizia giudiziaria abbiano mai avviato verifiche o indagini.
Quando la paura prende il posto della cultura
“Quando la mente è lasciata libera di fantasticare, e manca la cultura necessaria, le storie si ingigantiscono – prosegue Fant – e anche un animale timoroso dell’uomo come il lupo viene trasformato in un mostro.”
In realtà, il vero rischio “mostruoso” riguarda l’ecosistema: il declassamento aprirebbe la porta alla caccia di una specie fondamentale per il mantenimento degli equilibri naturali.
Una minaccia per l’equilibrio ecologico
Il lupo svolge un ruolo cruciale nel controllo delle popolazioni di ungulati e nel contenimento di dinamiche ecologiche che, senza predatori, degenererebbero. Colpire questa specie significa compromettere una rete di equilibri complessi già messa alla prova da altre criticità, tra cui l’aumento del randagismo, conseguenza del fallimento dell’applicazione della legge 281/91 sulla tutela degli animali d’affezione.
