(di Francesca Romana Riello). La giustizia torna al centro del confronto pubblico, anche a Verona, in vista del referendum costituzionale del 2026.

Alla Sala Ater l’associazione Officina ha promosso un incontro dedicato ai contenuti della riforma, riunendo le rappresentanze del centrodestra cittadino. Un appuntamento di approfondimento, con un taglio dichiaratamente favorevole al Sì ma costruito su argomentazioni tecniche.
Ad aprire i lavori è stato Paolo Danieli, presidente dell’associazione, ex senatore del Msi e di Alleanza Nazionale. L’On. Danieli ha richiamato l’importanza di un’iniziativa unitaria su un tema che incide direttamente sull’assetto costituzionale del Paese. L’Officina, ha sottolineato, intende consolidarsi come luogo stabile di dibattito per il centrodestra veronese.

I tre pilastri della riforma
L’intervento centrale è stato quello dell’onorevole Ciro Maschio, presidente della Commissione Giustizia alla Camera. L’On. Maschio ha illustrato i tre punti cardine del testo costituzionale, soffermandosi sugli aspetti tecnici. Il primo riguarda la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Attualmente appartengono allo stesso ordine e condividono percorso e organo di autogoverno.
La riforma introduce una distinzione strutturale tra funzione requirente e funzione giudicante. Secondo quanto spiegato, l’obiettivo è rafforzare il principio del giusto processo previsto dall’articolo 111 della Costituzione, garantendo un giudice pienamente terzo.
Il secondo pilastro concerne il Consiglio Superiore della Magistratura. La proposta prevede l’introduzione del sorteggio per la scelta dei componenti togati. Una misura che, nelle intenzioni dei promotori, mira a ridurre il peso delle correnti interne e a superare dinamiche di appartenenza che negli anni hanno generato polemiche.
Nel corso dell’incontro è stato richiamato il caso Palamara del 2019 come momento emblematico di quella fase critica.
Il terzo punto è l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare, separata dal CSM, incaricata di giudicare gli illeciti disciplinari dei magistrati.
Secondo i relatori, la finalità è rafforzare l’imparzialità e la trasparenza del sistema disciplinare.

Riforma della giustizia, il centrodestra a Verona mobilita per il Sì
Dopo l’On. Maschio è intervenuta l’ onorevole Paola Boscaini di Forza Italia che ha richiamato le perplessità diffuse tra i cittadini rispetto al funzionamento della giustizia, sottolineando come il tema venga percepito spesso come distante ma incida in realtà sulla vita concreta delle persone.
Ha citato i dati sulle ingiuste detenzioni, ricordando che tra il 2017 e il 2024 lo Stato ha riconosciuto risarcimenti per migliaia di casi, per un ammontare complessivo di centinaia di milioni di euro.
Numeri che, secondo l’esponente di Forza Italia, rendono evidente la necessità di un intervento strutturale.
A chiudere l’incontro è stato l’ onorevole Paolo Borchia, eurodeputato della Lega che ha posto l’accento sulla partecipazione al voto, con particolare riferimento agli italiani residenti all’estero. È stato ricordato che il referendum è confermativo e non prevede quorum: sarà sufficiente che il Sì ottenga un voto in più rispetto al No.

A moderare l’incontro l’avvocato Cristiana Ciurli che prima di dare la parola ai relatori ha fatto un’introduzione tecnico-giuridica sulla legge che sarà sottoposta a referendum confermativo fra un mese.
Nel corso della mattinata è stato ribadito che la consultazione non rappresenta un giudizio sull’operato del governo guidato da Giorgia Meloni, ma una scelta sull’organizzazione interna della magistratura e sull’equilibrio tra accusa e funzione giudicante.

Un passaggio che tocca l’equilibrio costituzionale
Il confronto resta aperto a livello nazionale.
Da una parte vi è chi ritiene che la riforma rafforzi la terzietà del giudice e riduca il peso delle correnti.
Dall’altra vi sono posizioni critiche che sollevano interrogativi sull’assetto complessivo dei poteri.
Si tratta di questioni che investono principi costituzionali fondamentali e che, pur nella loro complessità tecnica, hanno ricadute concrete sul rapporto tra cittadini e giustizia.
A Verona l’iniziativa di Officina ha rappresentato un momento di approfondimento per il fronte favorevole alla riforma.
Ulteriori appuntamenti sono stati annunciati nelle prossime settimane, in vista dell’avvio formale della campagna referendaria.
Sarà il voto dei cittadini a definire l’esito di una riforma che interviene su uno dei pilastri dell’ordinamento repubblicano.

