Prende ufficialmente il via “Resilient Wetland – Biodiversità e innovazione per ecosistemi in evoluzione”, un ambizioso progetto di rigenerazione ecologica finanziato da Fondazione Cariverona e dedicato alla tutela e al rafforzamento di 3 aree umide strategiche della bassa pianura veronese: la Riserva Naturale Palude del Brusà, il Parco Le Vallette nel Comune di Cerea e il Parco Valle del Menago nel Comune di Bovolone.

Promossa dal Comune di Cerea in qualità di capofila, insieme al Comune di Bovolone, l’iniziativa si fonda su un ampio partenariato che coinvolge realtà associative, istituzioni scolastiche e organizzazioni ambientali. Tra i partner operativi figurano l’Associazione GEA APS, l’Istituto Statale di Istruzione “Leonardo Da Vinci” di Cerea, Legambiente Volontariato Verona e VeronAutoctona Impresa Sociale. Il progetto beneficia inoltre del supporto scientifico dell’Università degli Studi di Padova, con il contributo dei dipartimenti DAFNAE, TESAF e DPG, a garanzia di un approccio multidisciplinare e basato su evidenze scientifiche.

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A rafforzare l’iniziativa, una rete di sostenitori composta da realtà del territorio come l’Associazione Naturalistica Valle del Brusà OdV, Acque Veronesi, l’Istituto per Anziani Casa De Battisti, l’Azienda ULSS 9 Scaligera e il Comitato Territoriale Ceretano, a testimonianza di una forte condivisione degli obiettivi e di un radicamento locale profondo.

«Questo progetto rappresenta un investimento concreto sul futuro del nostro territorio», ha dichiarato il sindaco di Cerea Marco Franzoni. «La rigenerazione delle aree umide non è solo un’azione ambientale, ma una scelta strategica che incide sulla qualità della vita dei cittadini e sulla sicurezza idraulica».

Le 3 aree interessate formano un sistema ambientale unitario lungo il fiume Menago, caratterizzato da habitat palustri di elevato valore naturalistico. Negli ultimi anni, tuttavia, questi ecosistemi hanno subito un progressivo deterioramento a causa dell’interrimento dei bacini, della diffusione di specie invasive e della perdita di qualità delle acque. “Resilient Wetland” nasce proprio per invertire questa tendenza, adottando un approccio integrato che unisce ripristino ambientale, innovazione tecnologica e partecipazione civica.

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«Interveniamo in modo scientifico e strutturato per restituire equilibrio a ecosistemi fragili ma fondamentali», ha spiegato l’assessore all’Ecologia Lara Fadini. «Le azioni previste miglioreranno la qualità ambientale e rafforzeranno la capacità naturale di gestione delle acque, con benefici concreti per il territorio».

Tra gli interventi principali figurano il recupero della funzionalità idro-morfologica del Parco Le Vallette attraverso scavi selettivi e la creazione di microhabitat, la messa a dimora di specie igrofile autoctone nella Palude del Brusà e il ripristino di habitat a rischio. Nei tre siti verranno inoltre installati sistemi di fitodepurazione con isole vegetate galleggianti e avviati piani di contenimento delle specie invasive. Nel Parco Valle del Menago sarà inoltre realizzato un centro per la gestione controllata delle testuggini palustri americane.

Nel complesso, il progetto consentirà il recupero di circa tre ettari di habitat umidi e un significativo incremento della capacità di regolazione idrica, con oltre 10.000 metri cubi di acqua stoccata ogni anno.

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Accanto agli interventi ambientali, “Resilient Wetland” punta anche a rafforzare il legame tra natura e comunità. È prevista infatti la realizzazione di un Bosco Didattico riconosciuto a livello regionale e di un percorso biofilico-terapeutico sviluppato con il supporto dell’Università di Padova, dedicato alla promozione del benessere psicofisico e rivolto anche a target vulnerabili.

Il progetto include inoltre programmi di citizen science e la nascita dei “Wetland Guardians”, gruppi di cittadini e studenti impegnati nella tutela attiva della biodiversità, oltre alla creazione di una “Wetland Community” per la gestione condivisa delle aree umide.

Con l’avvio delle prime attività operative, “Resilient Wetland” si propone come un modello innovativo e replicabile di gestione del capitale naturale, capace di integrare conservazione della biodiversità, adattamento ai cambiamenti climatici, educazione ambientale e coesione sociale. Un passo concreto verso un futuro più resiliente per il territorio veronese.