Il suo ultimo libro “I re di denari” presentato a San Martino Buon Albergo
(Claudio Beccalossi) – Mario Giordano in birreria. Arrivato con cugina e relativo marito nella Fabbrica in Pedavena, in via Pitagora, il giornalista scova-amenità di “Fuori dal coro” su Rete 4 è stato accolto in un’ampia sala al primo piano da tanti estimatori curiosi d’ascoltarlo dal vivo.
L’interessato ha subito snocciolato, con effervescente dialettica senza rete, una sintesi delle sue denunce pubbliche televisive controcorrente (spesso oggetto di querele con richieste d’indennizzo milionarie, come ha detto sorridendo), passando poi a condensare il suo ultimo libro, “I re di denari. Intrighi, segreti e potere dei signori delle banche. Alle spalle dei risparmiatori” (Rizzoli, Milano, 2026) che, finora, non è riuscito a presentare neanche nelle reti “amiche” di Mediaset, men che meno in Rai e La7.

Una “sberla” editoriale a scaltre egemonie ed una sorta di full immersion documentata sul subdolo mondo delle strategie bancarie tra bene e male. In una roulette russa del denaro dove ci sono sempre perdenti assicurati: i piccoli risparmiatori ed i bisognosi di mutui e prestiti.
Non a caso il settore bancario italiano, tra il 2018 ed il 2024, ha prodotto utili netti pari a circa 162 miliardi di euro (oltre 112 miliardi nel triennio 2022/2024). Con l’innalzamento dei tassi d’interesse per effetto della stretta monetaria della BCE (Banca Centrale Europea), le banche italiane si sono accaparrate, solo nel 2024, 46,5 miliardi di euro di utili netti (+14% rispetto al 2023), tesaurizzando globalmente circa 115 miliardi di profitti nel triennio 2023/2025 (consuntivi e stime).
Intesa San Paolo ed Unicredit, nel 2024, hanno avuto utili netti rispettivamente di 8,7 e 9,7 miliardi di euro. Le cinque maggiori banche (Intesa San Paolo, Unicredit, Banco BPM, Monte dei Paschi di Siena, BPER), nel 2025, hanno accumulato quasi 28 miliardi di utili (+10,6% in comparazione al 2024), con più di 17 miliardi di dividendi per gli entusiasti azionisti. Una montagna di soldi in eccesso fagocitata anche da divin-manager con stipendi e buonuscite ultramilionari e da operazioni finanziarie sul filo del rasoio.

4 domande a Mario Giordano
Dopo un accalcato firmacopie, Mario Giordano (Alessandria, 19 giugno 1966) s’è prestato ad una veloce intervista su temi d’attualità.
Remigrazione. Perché parlane o trattarne viene considerato un atto impuro?
«Perché spaventa, perché fa paura, perché forse dietro l’immigrazione ci sono tanti interessi, interessi di chi fa soldi sull’immigrazione, gli interessi di apparati legali che prendono i soldi per tutelarli, gli interessi dell’insieme economico che usa l’immigrazione per abbassare il costo del lavoro e, quindi, mettere fine a queste politiche dell’immigrazione non lo si vuole fare. E invece, secondo me, è necessario, dopo anni che abbiamo parlato di politiche migratorie bisogna cominciare a parlare su quali possano essere le politiche per la remigrazione. Non è una cosa fuori dal mondo. L’Unione Europea ha un regolamento per il rimpatrio, alcuni Paesi europei hanno degli uffici che studiano i rimpatri, periciò è una cosa di cui bisogna discutere».
La cosiddetta famiglia del bosco. Sembra che sia calata una sorta di cappa di silenzio sulla vicenda. C’è qualcosa che bolle in pentola, secondo lei?
«No, non bolle in pentola qualcosa, ma è semplicemente una storia pazzesca, della dimostrazione della follia d’un sistema che strappa i bambini ad una famiglia felice, io credo che non si debba far scendere il silenzio e per quanto mi riguarda cercherò di non farlo scendere».
Silvia Salis, sindaco di Genova, sembra essere diventata il nuovo santino della sinistra. Si tratta di vera gloria?
«È chiara l’operazione. Cercare un volto nuovo che possa mettere insieme. Lei ha, come dire, le phisique du rôle, ha la presenza, la capacità. Se poi potrà essere lei il papa straniero si vedrà. L’operazione mi sembra abbastanza evidente».
Non posso esimermi da una domanda. I telespettatori stanno notando una sorta di deviazione a sinistra della conduzione di Paolo Del Debbio, a “Dritto e rovescio” e “4 di sera”.
«Proprio non l’ho visto», risponde Giordano scuotendo la testa come per smentire decisamente…
