Stop della Regione alle imbarcazioni veicolo di specie aliene

Approvata oggi dal Consiglio regionale la nuova legge per la tutela del Lago di Garda dall’invasione di specie aliene presentata da Matteo Pressi, consigliere regionale veronese. L’ approvazione, evidenzia Pressi: “è avvenuta all’unanimità, a conferma del fatto che sugli aspetti centrali si collabora aldilà degli steccati politici”. 
E’ la prima legge regionale di iniziativa del Consiglio approvata nel corso della XII Legislatura.

La legge prevede l’obbligo di sanificazione delle carene delle imbarcazioni introdotte nel Lago dopo aver solcato le acque di altri bacini idrici. La misura persegue lo scopo di evitare che i natanti diventino veicolo per l’ingresso nel Garda di specie vegetali e animali, soprattutto molluschi, provenienti da altri specchi d’acqua.

Un problema, quello della contaminazione del Garda da parte delle cosiddette specie aliene (ben 43), che negli ultimi anni sta assumendo proporzioni sempre più preoccupanti. Prova ne sia il rinvenimento nel Benàco di esemplari di meduse cinesi, cozze zebrate del Mar Caspio (particolarmente invasive) e di gamberi killer, colpevoli della decimazione delle alborelle.

Come evidenzia Pressi:la biodiversità tipica del nostro Lago, come documentato da autorevoli centri di ricerca, è in forte pericolo. L’alterazione ha riflessi sia sull’habitat, sia su aspetti molto pratici, come la tenuta del collettore fognario, corroso da molluschi che, al momento della sua posa, non popolavano il nostro lago”.

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La norma pone in capo alle nautiche, ai rimessaggi e ai porti privati, nonché ai distributori di carburanti, l’attività di sanificazione degli scafi, da eseguirsi secondo uno specifico protocollo, avendo cura di non utilizzare prodotti chimici inquinanti. Viene inoltre previsto il divieto di scarico nel lago dei reflui della sanificazione. All’atto della sanificazione, la barca riceve un bollino, la cui scadenza è fissata a 12 mesi, oggetto di controllo da parte delle autorità. La validità cessa immediatamente all’atto di trasferimento della barca in altro bacino e successiva reintroduzione nel Garda, anche all’interno dei 12 mesi di validità prevista, comportando l’obbligo di nuova sanificazione.

La legge disciplina i costi di sanificazione

La legge disciplina, inoltre, i costi di sanificazione allo scopo di evitare speculazioni. le tariffe sono fissate in euro 20 per le navi o i galleggianti o le unità di diporto inferiori ai 12 metri, in euro 40 per quelli da 12 metri a 24 metri e in euro 70 per quelli superiori a 24 metri. Una somma molto contenuta.

Una norma, quella approvata dal Consiglio regionale del Veneto che, come evidenzia Pressi: “è frutto della concertazione con la Regione Lombardia e con la Provincia autonoma di Trento. Sarebbe infatti insensato avere un regime giuridico diverso a seconda della sponda dalla quale la barca accede al lago. Per questo, la norma approvata oggi è uno dei rari casi di legge a tutti gli effetti “interregionale”, con il medesimo testo in vigore in tutti e tre i territori. Un esempio che farà scuola. Abbiamo collaborato con gli altri enti per proteggere l’ambiente nel quale viviamo e dal quale molti traggono sostentamento per sé e le proprie famiglie”.

A fronte dell’obbligo di sanificazione, la legge individua anche delle sanzioni amministrative da elevarsi in caso di inottemperanza, il cui importo varia da 414 a 2066 euro a seconda della gravità dei casi.

Tuttavia, come evidenzia Pressi: “gli interessati hanno più di due mesi di tempo per mettersi in regola ed evitare la sanzione poiché la legge entrerà in vigore 60 giorni dopo la sua pubblicazione sul bollettino ufficiale della Regione, prevista per il prossimo venerdì. Il nostro obbiettivo è quello di salvaguardare il futuro del nostro lago e non di fare cassa. Per questo, abbiamo stabilito questo termine bimestrale di preavviso“.