In un contesto economico globale segnato da una forte incertezza macroeconomica e geopolitica, il sistema produttivo italiano si trova davanti a una sfida cruciale che è stata al centro del seminario tecnico tenutosi ieri 30 aprile presso l’Ordine degli Ingegneri di Verona, moderato dall’ing. Frediano Dabellan, responsabile scientifico dell’incontro e introdotto dal presidente dell’ordine Ing. Matteo Limoni.
Al centro del dibattito, il nuovo Piano Transizione 5.0 che tra poco entrerà in fase attuativa, come anticipato nel suo intervento dal Dott. Marco Calabrò, capo dipartimento del Mimit per le politiche per le imprese e venuto a Verona proprio per l’occasione, portando la nostra città al centro del lancio delle nuove misure a sostegno delle imprese.
I dati del Mimit
I dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) presentati durante l’evento certificano la straordinaria risposta delle imprese al passato piano Transizione 5.0 conclusosi nel 2025, con quasi 19.000 progetti di innovazione già avviati, con il settore manifatturiero a fare da capofila assorbendo oltre il 70% delle risorse, in particolare nei comparti della metallurgia, dell’alimentare e della meccanica strumentale.
In questo scenario, il Veneto si conferma il cuore pulsante dell’industria nazionale, posizionandosi come 2ª regione assoluta con 1,8 miliardi di euro di investimenti attivati e oltre 780 milioni di crediti d’imposta prenotati, e 1ª in termini proporzionali, superando persino la Lombardia, segno di una forte dinamicità del nostro settore produttivo.

Dal credito d’imposta all’iperammortamento
Ora, la grande novità per il triennio 2026-2028, illustrata nel dettaglio dal dott. Calabrò durante il seminario, riguarda il passaggio dal credito d’imposta al nuovo regime di iperammortamento, che garantisce risparmi fiscali IRES diretti estremamente competitivi. Per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro, la maggiorazione del costo di acquisizione arriva al 180%, traducendosi in un beneficio netto del 43,2%.
Tale agevolazione, per questa specifica fascia dimensionale, viene concessa indipendentemente dal risparmio energetico conseguito, una scelta strategica per favorire la partecipazione delle piccole imprese che già oggi rappresentano oltre il 60% delle istanze totali. Per investimenti di portata maggiore, il risparmio si attesta al 24% per la quota fino a 10 milioni di euro e al 12% per quella fino a 20 milioni.
L’intervento di Zorzi
Su questo solido impianto normativo si è innestato poi l’intervento del Dott. Attilio Zorzi, rappresentante di interessi alla Camera dei deputati per Eureka S.r.l., azienda specializzata nell’efficienza energetica, nell’installazione di impianti fotovoltaici e nella finanza agevolata, il quale ha ricordato come le PMI abbiano oggi a disposizione un quadro articolato di strumenti complementari. Il dott. Zorzi si è soffermato in particolare sugli incentivi Simest, che prevedono contributi a fondo perduto dal 10% al 30% affiancati a finanziamenti agevolati, rivolti non solo alle aziende esportatrici ma anche ai terzisti inseriti in filiere orientate all’export, e quindi una grande opportunità per il nostro tessuto imprenditoriale da sempre vocato all’internazionalizzazione.
Il bando Inail
A queste misure si aggiunge il bando Inail, che in uno specifico asse finanzia fino all’80% la rimozione dell’amianto e l’installazione di impianti fotovoltaici, oltre alla Legge Sabatini, storica misura che sovvenziona in conto interessi gli investimenti tramite finanziamenti e Leasing e a tutti quei bandi regionali dedicati agli investimenti digitali ed ecologici.
L’ampliamento tecnico del Piano 5.0, come evidenziato dalla presentazione ministeriale, include ora tecnologie di frontiera: oltre ai macchinari, diventano beni autonomamente agevolabili le infrastrutture IT, i server HPC, le GPU, le reti 5G private e i sistemi di cybersecurity.

Sul fronte del software, l’elenco si estende all’Intelligenza Artificiale Generativa, ai sistemi LLM, alle piattaforme low-code e agli strumenti per il monitoraggio della Carbon Footprint e del Passaporto Digitale del Prodotto, illustrate poi nello specifico dall’Ing. Marcheluzzo dell’Ordine. Per quanto riguarda l’energia, restano centrali gli impianti per l’autoproduzione da fonti rinnovabili (FER) destinati all’autoconsumo, compresi i sistemi di stoccaggio dell’energia prodotta, quindi c’è la forte volontà di inserire il fotovoltaico nelle nuove agevolazioni, al fine di cercare di rendere il nostro paese, almeno in parte più autosufficiente dal punto di vista energetico.
Durata fino al 2028
Per beneficiare di questa imponente mole di incentivi, le imprese dovranno tuttavia seguire procedure rigorose e cronologicamente scandite, ma la durata triennale fino al 2028, permette di poter programmare gli investimenti e anche di rispettare le procedure.
Infatti, questo orizzonte temporale certo e lo stanziamento di quasi 10 miliardi di euro sull’iper ammortamento e di altrettanti 10 miliardi su Simest offrono alle imprese un’opportunità irripetibile per programmare una crescita sostenibile e tecnologicamente avanzata, consolidando la competitività del Made in Italy sui mercati globali, come evidenziato poi nei case studies presentati da Confimi – Apindustria Verona, che ha concluso il seminario, portando esempi virtuosi di aziende associate che hanno utilizzato gli incentivi per sviluppare e modernizzare le proprie produzioni.
Verona é tornata al centro dell’industria italiana e da questo convegno, dove il ministero ha teneuto ad essere presente sul territorio, é necessario far partire il rilancio della nostra città, che negli ultimi anni ha perso troppo valore, per riportarla al centro delle scelte strategiche Venete e nazionali.
