Allerta gialla

Dopo le temperature anomale registrate nelle ultime settimane, i valori tornano a salire con una nuova allerta gialla prevista per giovedì 18. La Protezione civile segnala una previsione di temperatura massima percepita di 34 gradi.

Si raccomanda, in particolare, di non uscire nelle ore più calde della giornata, rinfrescare l’ambiente domestico, non modificare o sospendere le terapie in atto senza consultare il medico.

Fondamentale è anche l’idratazione per contrastare gli effetti del caldo. Per gli anziani è necessario bere anche se non si sente lo stimolo della sete, ma l’indicazione vale per tutti, soprattutto per chi suo malgrado si trova all’aperto nelle ore più calde, turisti compresi.

Per chi non ha con sé dell’acqua fresca nè la possibilità di procurarsela, l’Amministrazione ricorda che il territorio comunale è dotato di numerose fontanelle di acqua potabile, circa una quarantina.

La Regione tutela i lavoratori a rischio

Il presidente della Regione del Veneto, recependo le “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare” condivise nella seduta dell’11 giugno 2026 dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, alla luce delle condizioni climatiche sempre più critiche registrate già nelle prime settimane estive, ha firmato un’ordinanza contingibile e urgente per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori maggiormente esposti agli effetti delle elevate temperature e della radiazione solare.

Il provvedimento, in vigore dal 17 giugno al 31 agosto 2026, dispone il divieto di svolgimento delle attività lavorative all’aperto dalle 12.30 alle 16 nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili all’aperto e nelle cave, nelle giornate e nelle aree del territorio regionale in cui il sistema di previsione del rischio elaborato dal progetto Worklimate (INAIL-CNR) segnali un livello di rischio “alto” per i lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisica intensa.

L’ordinanza si applica nei casi in cui, nonostante l’adozione delle misure di prevenzione previste dalla normativa vigente e dalle linee guida regionali, permangano rischi rilevanti per la salute dei lavoratori derivanti dall’esposizione al calore. Restano validi eventuali accordi aziendali che prevedano misure di tutela equivalenti o più tutelanti per i lavoratori.

La Regione raccomanda inoltre l’applicazione delle Linee di indirizzo in tutte le attività svolte all’aperto e negli ambienti chiusi non climatizzati influenzati dalle condizioni meteorologiche esterne. Sono esclusi dal divieto gli interventi di pubblica utilità, protezione civile e salvaguardia della pubblica incolumità effettuati dalle Pubbliche Amministrazioni, dai concessionari di pubblico servizio e dai relativi appaltatori, purché siano adottate adeguate misure organizzative e di sicurezza per ridurre il rischio da esposizione al caldo da parte dei datori di lavoro.

Tra le principali raccomandazioni contenute nel documento vi è la necessità di limitare o evitare, ove possibile, lo svolgimento delle attività lavorative nelle ore più calde della giornata, soprattutto per i lavoratori impegnati all’aperto, qualora il rischio da stress termico permanga elevato nonostante l’adozione delle misure preventive previste dalla normativa vigente.

La Regione raccomanda inoltre ai datori di lavoro di adottare adeguate misure organizzative, tra cui la rotazione del personale e la riduzione dei tempi di esposizione al caldo, tenendo conto delle indicazioni della sorveglianza sanitaria aziendale e utilizzando gli strumenti di valutazione disponibili, compresi quelli messi a disposizione dal Portale Agenti Fisici e dal progetto Worklimate di INAIL e CNR.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso avviato dalla Regione del Veneto per la gestione del rischio da calore negli ambienti di lavoro. A maggio scorso la Giunta regionale aveva già approvato lo schema del “Protocollo d’Intesa per la gestione del rischio da calore negli ambienti di lavoro finalizzato alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori”, condiviso con le istituzioni competenti e le parti sociali maggiormente rappresentative.

Tale decisione è stata adottata a seguito della riunione straordinaria del Comitato Regionale di Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, che si è tenuta in data odierna, e che ha valutato la necessità di adottare un provvedimento contingibile e urgente con efficacia su tutto il territorio veneto, per ridurre l’impatto delle alte temperature sulla salute dei lavoratori.