L’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona è stata l’unica struttura veneta ad ospitare il truckshow di Medtronic dedicato alle nuove tecnologie per le terapie intensive e il monitoraggio avanzato dei pazienti critici.

L’iniziativa si è conclusa nei giorni scorsi a Verona, all’interno del tour italiano del truck ACM2U, unità mobile di alta formazione della multinazionale leader nel settore delle tecnologie sanitarie. Dopo il percorso europeo del 2025, il convoglio ha fatto tappa nel 2026 in otto ospedali italiani: cinque nel Centro-Sud e tre nel Nord Italia, tra cui l’ospedale di Borgo Trento.

Il progetto ha permesso agli specialisti di anestesia e rianimazione di conoscere da vicino le ultime innovazioni tecnologiche applicate alle terapie intensive e alla gestione dei pazienti in condizioni critiche.

In Aoui operano tre terapie intensive con trauma center a Borgo Trento: il Dipartimento di Emergenza e Terapie intensive diretto dal professor Enrico Polati, la Terapia intensiva cardio-toraco-vascolare guidata dal professor Leonardo Gottin e la Terapia intensiva polispecialistica neurochirurgica diretta dal dottor Paolo Persona.

Durante le giornate formative sono stati presentati sistemi innovativi di monitoraggio in tempo reale dei parametri vitali, dispositivi medici indossabili e nuove tecnologie per la gestione dei pazienti sedati o sottoposti a interventi complessi.

Tra le novità illustrate figurano un nuovo dispositivo per l’intubazione e la gestione sicura delle vie aeree, strumenti per il monitoraggio dei pazienti sedati durante esami diagnostici come la gastroscopia e sistemi avanzati per controllare sedazione cerebrale, dolore e perfusione degli organi durante interventi chirurgici delicati.

Presentato anche un dispositivo wearable destinato ai pazienti non critici: un bracciale capace di monitorare costantemente otto parametri vitali, tra cui frequenza cardiaca, respirazione, temperatura corporea e pressione arteriosa non invasiva.

Ci sono state presentate le ultimissime novità riguardanti il monitoraggio in anestesia – spiega il professor Polati –. È di vitale importanza garantire la sicurezza dei pazienti sottoposti sia a grandi interventi chirurgici sia a procedure anestesiologiche minime. Grazie all’innovazione tecnologica e a dispositivi sempre più accurati, gli anestesisti rianimatori riescono a garantire la massima sicurezza durante tutte queste procedure”.

Per il professor Gottin, l’iniziativa rappresenta “un’occasione unica per valutare alcuni tra i più sofisticati dispositivi per il monitoraggio e il trattamento dei pazienti”. Il direttore sottolinea inoltre l’importanza dell’aggiornamento continuo in un settore in costante evoluzione e il valore formativo dell’esperienza anche per i medici specializzandi.

Focus anche sulle tecnologie indossabili. “I wearable permettono di rilevare in continuo i parametri vitali dei pazienti – evidenzia il dottor Persona – offrendo la possibilità di monitorare soggetti delicati anche al di fuori delle terapie intensive o semintensive. Sono opportunità nuove che possono integrarsi con il livello tecnologico già presente in Azienda”.