Viabilità a Verona Sud: dopo settimane restano i disagi tra via Chioda e Strada dell’Alpo. La 4ª Circoscrizione chiede il ripristino parziale del doppio senso
(fi.to) A settimane dal primo allarme, resta irrisolto il nodo della viabilità tra via Chioda e Strada dell’Alpo, dove le modifiche alla circolazione continuano a creare disagi ai residenti e ai frontisti della zona.
A tornare sul tema è Alberto Padovani, presidente della 4ª Circoscrizione, che già il 28 maggio aveva denunciato il caos viabilistico generato dalle nuove disposizioni. «A distanza di settimane nulla è stato risolto. Anzi, i disagi e le proteste dei residenti sono aumentati», afferma Padovani.
Secondo il presidente della Circoscrizione, ogni giorno continuano ad arrivare segnalazioni da parte dei cittadini, preoccupati per una situazione considerata ormai non più sostenibile. Nel mirino ci sono soprattutto le difficoltà di accesso e uscita per chi vive nelle corti e nelle abitazioni della zona, oltre al traffico deviato verso Strada dell’Alpo.
Padovani spiega di essersi nuovamente attivato, dopo un confronto telefonico con il comandante della Polizia Locale Luigi Altamura, chiedendo l’interessamento degli uffici competenti e dell’assessore alla Mobilità Tommaso Ferrari.

La proposta della Circoscrizione è chiara: ripristinare il doppio senso di marcia nel tratto di via Chioda compreso tra i civici 120 e 136, così da alleggerire le difficoltà dei residenti. Allo stesso tempo, per i mezzi pesanti legati al cantiere, si potrebbe mantenere una disciplina specifica, con ingresso da via Torricelli e via Fermi e uscita verso Strada dell’Alpo o via Mantovana.
Il tema, per Padovani, non riguarda solo la singola modifica viabilistica, ma anche il metodo adottato. «Ancora una volta ci troviamo di fronte a decisioni prese senza un adeguato confronto con il territorio», sostiene, criticando un modo di procedere che costringerebbe poi amministrazione e Circoscrizioni a rincorrere problemi prevedibili.
La richiesta finale è un intervento rapido. “I cittadini non chiedono miracoli. Chiedono semplicemente di poter uscire di casa e muoversi in sicurezza”, conclude Padovani. Una vicenda che riaccende il confronto sulla gestione della viabilità nei quartieri e sul ruolo delle Circoscrizioni nelle decisioni che incidono direttamente sulla vita quotidiana dei residenti.
