La proposta dà la sveglia al centrodestra

Chi ha tempo non aspetti tempo’ si legge sulla prima pagina di oggi de L’Adige a proposito delle comunali di Verona. Manca solo un anno. E sarebbe bene che il centrodestra presentasse il suo candidato prima possibile, in modo da creare una bella squadra, di farsi conoscere dalla gente e di costruire un buon programma. 

Neanche a farlo apposta una risposta arriva da Salvini. “L’anno prossimo si vota a Roma, a Torino, a Bologna, a Verona, in tante grandi città. Laddove il centrodestra ha già scelto un nome va bene, ma laddove si fatica a scegliere, secondo me delle primarie non solo della Lega ma di tutto il centrodestra sarebbero un bel modello di ascolto”.

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La sua proposta arriva a conclusione delle primarie organizzate dalla Lega a Milano per individuare il candidato sindaco da proporre al centrodestra. Dal voto uscito dai gazebo sparsi su tutto il territorio comunale il nome è quello di Salvini. Seconda Silvia Sardone. Votati anche Morelli, Verri, Spada, Del Debbio, Albertini, Parodi e Borghi.

Quella di Salvini è un’idea. Bisognerà vedere come la pensano gli alleati. Comunque, che si sia d’accordo o meno, ben venga. Quanto meno è un modo per mettere le prossime comunali nell’agenda politica e per suonare la sveglia a coloro che pensano, sbagliando, che quella di scegliere il candidato sindaco di una città come Verona sia una scelta che si possa fare all’ultimo momento. 

Le reazioni

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Flavio Tosi

Flavio Tosi, eurodeputato, ex sindaco di Verona e segretario regionale di Forza Italia: «A me personalmente andrebbero senz’altro bene, come qualsiasi altro metodo per chiedere agli elettori ed alle eletttrici di esprimere la loro preferenza (tipo un sondaggio); è però ovvio che saranno le segreterie nazionali del centro destra (incluso Matteo Salvini quindi) a decidere una modalità identica per ogni grande città al voto».

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Ciro Maschio, deputato e presidente provinciale di Fratelli d’Italia: «Per ora non mi risulta che il centrodestra abbia deciso di usare le primarie come criterio per scegliere i sindaci. Se dovesse essere deciso, noi avremo sicuramente candidati in grado di partecipare.
Ma se si fanno primarie di coalizione in tutti i capoluoghi è un conto, farle solo a spot all’interno di un partito e solo in alcune città non so se abbia senso. Intanto, primarie o non primarie, noi siamo comunque al lavoro per costruire una coalizione di centrodestra piu civiche unita e forte, con un buon programma e per scegliere assieme il candidato migliore per Verona».

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Paolo Borchia, eurodeputato e segretario provinciale della Lega: «Più tardi devo sentire Salvini e gli chiederò i particolari della sua proposta che in ogni caso ha il merito di mettere in evidenza che a Verona il centrodestra non si può permettere di indicare il candidato all’ultimo momento. Sarebbe un messaggio sbagliato soprattutto per i suoi elettori. Le primarie sono un momento di ascolto e quindi di coinvolgimento dei cittadini, presupposto per scegliere la persona giusta. Quindi la proposta mi piace, anche se dev’essere definita nei suoi meccanismi. Personalmente, vorrei che ogni partito avesse la possibilità di indicare un suo nome.»