L’interrogazione
(di Francesca Romana Riello)Il Mura Festival divide il quartiere: dopo l’esposto firmato da alcuni residenti delle vie Camuzzoni, Pellico, D’Azeglio, Sansovino, Da Vinci e altre strade limitrofe, il consigliere comunale Massimo Mariotti ha presentato un’interrogazione a risposta scritta chiedendo al Comune come intenda affrontare le criticità denunciate da chi vive attorno al Bastione San Bernardino. Il quartiere, però, è tutt’altro che compatto.
Nel documento protocollato a Palazzo Barbieri, i firmatari raccontano un’estate diventata, a loro dire, sempre più difficile da vivere. Sul tavolo ci sono 67 giorni di manifestazione, la musica nelle ore serali, il continuo passaggio di persone, gli schiamazzi all’uscita degli spettacoli, il traffico e la difficoltà di trovare parcheggio. Non contestano il singolo concerto, spiegano, ma l’impatto complessivo che il festival avrebbe sulla vita quotidiana del quartiere.
Mariotti riprende queste osservazioni e le porta all’attenzione dell’amministrazione. Nell’interrogazione ricorda che anche in altre zone della città sono nati comitati di cittadini per chiedere una maggiore tutela della quiete pubblica e sottolinea che il Comune dispone degli strumenti necessari per effettuare le misurazioni dell’inquinamento acustico. Per questo chiede quali iniziative Palazzo Barbieri intenda adottare e in quali tempi.
Tra le richieste avanzate dai residenti figurano controlli più frequenti sul rispetto dei limiti sonori, una presenza più costante della Polizia locale nelle serate di maggiore affluenza e una riflessione sulla durata della manifestazione. L’obiettivo, precisano, non è impedire lo svolgimento del Mura Festival, ma trovare un punto di equilibrio tra il diritto al riposo di chi abita nella zona e quello della città di ospitare eventi culturali e di intrattenimento.

Il Mura Festival divide il quartiere
La posizione dell’organizzazione è opposta. Il Mura Festival ha investito negli ultimi anni ingenti somme di denaro e risorse proprio per ridurre l’impatto della manifestazione sul quartiere e ricorda che il programma non comprende soltanto concerti, ma anche attività sportive, incontri culturali, laboratori per bambini e iniziative dedicate alle famiglie.
A sostegno della propria posizione, il Mura Festival ricorda anche un dato: sono 101 le associazioni e le realtà del territorio che ogni estate utilizzano gratuitamente gli spazi della manifestazione per organizzare attività culturali, sportive e di intrattenimento. Per gli organizzatori è uno degli aspetti che distingue il festival da una semplice rassegna di concerti.
Tra i documenti predisposti c’è anche un protocollo rivolto a espositori, artisti e collaboratori che richiama i principi della norma internazionale ISO 20121 e prevede regole sulla gestione dei rifiuti, sulla tutela del verde, sulla limitazione dei mezzi durante allestimenti e smontaggi e sul ripristino dell’area al termine della manifestazione.
Per limitare il rumore è stato inoltre installato un palco dotato di barriera fonoimpedente. L’organizzazione richiama anche una relazione tecnica commissionata a professionisti del settore, secondo la quale le misurazioni fonometriche effettuate nel 2025 avrebbero evidenziato un impatto contenuto della manifestazione, indicando nel traffico veicolare la principale sorgente sonora dell’area. Si tratta di uno studio predisposto dal festival nell’ambito del procedimento autorizzativo.

Il quartiere si divide
Non tutti i residenti, però, condividono le contestazioni contenute nell’esposto. Armando Girimonte vive proprio di fronte al Bastione San Bernardino e racconta una realtà diversa.
«Passo dal Mura Festival praticamente tutte le sere» dice. «Sono contento che venga organizzato ogni anno. Prima quell’area era molto meno frequentata, mentre oggi è piena di famiglie, bambini, persone che fanno sport e partecipano alle tante iniziative. Per me è un evento che fa bene alla città».
Per Girimonte qualche disagio è inevitabile quando si organizza una manifestazione di queste dimensioni, ma il bilancio resta positivo. «Quando il Bastione non era vissuto come oggi la percezione era diversa. Adesso c’è sempre gente, ci sono attività durante tutta la giornata e fino alla sera. Preferisco vedere un parco pieno di persone piuttosto che uno spazio lasciato a se stesso».
Due posizioni diverse, entrambe radicate nello stesso quartiere. Da una parte chi chiede di ridurre l’impatto del festival sulla vita quotidiana dei residenti, dall’altra chi considera la manifestazione un’occasione per rendere il Bastione più vissuto e frequentato. Adesso la parola passa a Palazzo Barbieri. L’interrogazione è agli atti e il Comune dovrà dire se ritiene sufficienti le misure adottate finora oppure se intende chiedere ulteriori correttivi agli organizzatori.

