Un contributo di 50 mila euro per sostenere il diritto alla casa e favorire l’accesso ad affitti sostenibili. È questo l’impegno assunto da BCC Veneta nell’ambito dell’Agenzia Sociale per la Casa “Padova per ABITARCI”, il progetto promosso dal Comune di Padova insieme al Terzo Settore e agli istituti di credito per contrastare la crescente emergenza abitativa.
L’iniziativa, attiva dal 6 ottobre 2025, nasce per rispondere a un mercato immobiliare sempre più difficile, caratterizzato da canoni elevati, scarsa disponibilità di alloggi e crescenti difficoltà per molte famiglie che, pur disponendo di un reddito, non riescono a trovare una sistemazione adeguata. L’obiettivo è favorire l’incontro tra domanda e offerta di abitazioni a prezzi accessibili, creando al contempo un clima di maggiore fiducia tra proprietari e inquilini.
BCC Veneta ha partecipato fin dalle prime fasi del percorso, prendendo parte ai Tavoli dell’Abitare avviati nel gennaio 2024. Oggi questo impegno si traduce in un sostegno concreto attraverso lo stanziamento di 50 mila euro destinati al Fondo Solidale di Garanzia Affitti, gestito dalla Fondazione Etisos. Lo strumento è pensato per tutelare i proprietari in caso di temporanee difficoltà economiche degli inquilini, riducendo i rischi legati alla locazione.
La banca ha inoltre coinvolto la propria rete composta da oltre 30 mila soci e 170 mila clienti, promuovendo il progetto e mettendo a disposizione strumenti finanziari per la riqualificazione degli immobili in linea con gli obiettivi del Climate City Contract Padova 2030. Un impegno che non riguarda soltanto Padova ma si estende anche alle province di Vicenza e Verona, dove il problema abitativo presenta caratteristiche analoghe.
Nei primi mesi di attività l’Agenzia Sociale per la Casa ha registrato numeri significativi. Tra il 7 ottobre 2025 e il 28 maggio 2026 sono state coinvolte 268 persone, di cui 237 cittadini in cerca di una casa, 22 proprietari immobiliari, sei rappresentanti del Terzo Settore e tre assistenti sociali del Comune.
I risultati raggiunti comprendono una garanzia già attivata e due in fase di attivazione, cinque proprietari che hanno aderito al progetto mettendo a disposizione alloggi a canone accessibile, quindici simulazioni per il calcolo del canone concordato, otto soluzioni abitative reperite e un database con cinquanta aspiranti inquilini da incrociare con le opportunità disponibili.
Dall’analisi delle richieste emerge inoltre che il 22% degli utenti rientra nella cosiddetta “fascia grigia”, ovvero persone con redditi sufficienti per sostenere un affitto calmierato ma escluse dal mercato libero. Il restante 78% è stato indirizzato verso altri servizi territoriali a causa di condizioni di maggiore vulnerabilità economica. Tra le principali motivazioni che spingono le persone a rivolgersi all’Agenzia figurano gli sfratti per fine locazione, che rappresentano oltre due terzi dei casi, mentre risultano molto più limitati gli sfratti per morosità.
L’assessora alle Politiche abitative del Comune di Padova, Francesca Benciolini, ha ringraziato BCC Veneta per il sostegno offerto al progetto, sottolineando l’importanza di una collaborazione tra istituzioni, mondo economico e realtà sociali per garantire una città accessibile e attrattiva per studenti, lavoratori e famiglie.
Sulla stessa linea il presidente di BCC Veneta, Flavio Piva, che ha definito l’adesione all’iniziativa come una naturale espressione della missione cooperativa della banca. «Non si tratta di semplice assistenza – ha spiegato – ma della costruzione di un’infrastruttura di fiducia capace di sostenere gli inquilini affidabili e, allo stesso tempo, offrire garanzie ai proprietari».
Secondo Elisa Rossi di Etisos Foundation, il Fondo Solidale rappresenta un esempio di welfare generativo, in grado di produrre effetti duraturi e di moltiplicare il proprio impatto nel tempo. Un modello che, dopo tre anni di progettazione condivisa, punta a diventare una risposta strutturale e replicabile alle difficoltà abitative.
A illustrare il funzionamento dell’Agenzia è stato infine il coordinatore Paolo Mansour, che ha ricordato come il servizio, completamente gratuito, metta a disposizione strumenti concreti quali la garanzia economica fino a 18 mensilità di canone in caso di morosità, il monitoraggio dei contratti di locazione e una banca dati di inquilini affidabili. Un’esperienza che si candida a diventare un modello di riferimento per tutto il Veneto nel campo dell’housing sociale.

