Crescono nuove sostanze, policonsumo e bisogno di prevenzione tra i giovani
(fi.to) Quasi 4 mila persone sono attualmente in carico al Dipartimento per le Dipendenze dell’Ulss 9 .
Nel territorio veronese, i servizi dell’Ulss 9 seguono oggi 3.920 persone con problematiche legate principalmente a oppioidi, cocaina, cannabis e alcol. Gli oppioidi rappresentano la quota più consistente, con 1.342 assistiti, pari al 34,2% del totale. Seguono la cocaina, con 756 persone in carico, e la cannabis, con 563 casi. Resta rilevante anche il peso dell’alcol, che riguarda 1.120 persone, pari al 28,6%.
A preoccupare è soprattutto l’evoluzione del fenomeno. Accanto alla presenza ancora significativa dell’eroina, emerge con sempre maggiore evidenza il ruolo della cocaina e del policonsumo, con l’utilizzo combinato di sostanze diverse, sedativi, ansiolitici, psicostimolanti e allucinogeni.

«Ogni numero racconta una persona, con le proprie difficoltà ma anche con la possibilità concreta di intraprendere un percorso di cura e cambiamento», sottolineano la dottoressa Giovanna Morelli e il dottor Camillo Smacchia, responsabili delle strutture operative del Dipartimento per le Dipendenze.
L’Ulss 9 evidenzia la necessità di aggiornare costantemente le strategie di intervento, anche alla luce della diffusione di nuove sostanze e di modalità di consumo sempre più diversificate. Particolare attenzione viene riservata alla prevenzione tra i giovani, a partire dall’età preadolescenziale, con percorsi informativi ed educativi rivolti allo sviluppo delle competenze personali e relazionali.
In questo lavoro, la scuola viene indicata come un partner fondamentale, accanto alla rete dei servizi sanitari, sociosanitari, socio-assistenziali, al Terzo Settore, agli enti locali, alle comunità terapeutiche e all’amministrazione penitenziaria.
Il Dipartimento per le Dipendenze dell’Ulss 9 opera infatti con un modello integrato e multidisciplinare, che punta non solo alla cura, ma anche all’inclusione sociale, al recupero dell’autonomia personale e al miglioramento della qualità della vita.
Una sfida sanitaria e sociale complessa, che richiede risposte tempestive e personalizzate, ma anche una rete territoriale forte capace di intercettare il disagio prima che diventi emergenza.
