Ma Veneto e Lombardia sono messi male. Anche Verona
(Angelo Paratico) L’estensione e la distribuzione globale degli alberi forestali sono fondamentali per la nostra comprensione della biosfera terrestre. Il numero globale di alberi è di circa 3,04 trilioni, un ordine di grandezza superiore a quanto pensato in precedenza. Di questi alberi, circa 1,30 trilioni si trovano nelle foreste tropicali e subtropicali, 0,74 trilioni nelle regioni boreali e 0,66 trilioni nelle regioni temperate. Sulla base di proiezioni relative alla densità arborea, si stima che ogni anno vengano abbattuti oltre 15 miliardi di alberi e che il numero globale di alberi sia diminuito di circa il 46% dall’inizio della civiltà umana.
La situazione del verde in Italia
Le regioni con più alberi sono Liguria (80,7%), Calabria (67%) e Toscana (60,8%), considerando anche frutteti, uliveti, arboricoltura da legno e alberi in ambiente urbano. All’opposto si trovano Veneto e Lombardia (29,5% e 32,9%).
In Italia i boschi superano per estensione (oltre 100.000 chilometri quadrati) le aree agricole, ma la loro distribuzione è profondamente diseguale: il 75% dei boschi si trova nei comuni montani e circa metà dei comuni italiani è senza foreste.

Marcetelli (RI) è il comune più boscoso d’Italia (98,4% di superficie) e Gubbio (PG) detiene il primato per estensione assoluta con oltre 26mila ettari.
Questi sono alcuni dei risultati che emergono dal rapporto “Foreste in Comune”, la prima Indagine socio economica sul patrimonio forestale dei comuni italiani” promossa da PEFC Italia con il supporto e la collaborazione di UNCEM, Legambiente e Consorzio Caire che, per la prima volta, analizza e condivide dati inediti come l’Indice di Boscosità, ovvero il rapporto tra superficie forestale e superficie totale del comune, e la superficie forestale totale di ciascun territorio comunale, integrandoli con altri elementi strategici per le politiche della montagna: dall’andamento demografico degli ultimi vent’anni al consumo di suolo, fino ai fenomeni di spopolamento o ripopolamento.
Il rapporto conferma come l’Italia sia diventata una nazione forestale, con le foreste che hanno superato i 100.000 chilometri quadrati di estensione, occupando oltre un terzo del territorio nazionale e superando, dal 2020, la stessa Superficie Agricola Utilizzata, fatto che non accadeva dal Medioevo.
Il Rapporto è stato presentato proprio a Marcetelli, in provincia di Rieti, a metà dello scorso mese: cuore dell’Appennino, il Comune presenta solo il 2% della superficie edificata, mentre il 98% è coperto da bosco, aggiudicandosi lo scettro di “comune più boscoso d’Italia” considerando l’Indice di Boscosità. Marcetelli, inoltre, è parte – insieme ad altri nove paesi del reatino – della Green Community “IN. Alta Sabina”, guidata dal Comune di Rocca Sinibalda.
Guardando all’incidenza della foresta sul territorio comunale, sul podio salgono poi Bormida (Savona) con il 97,07% di superficie coperta dal bosco, e Percile (Roma) con il 96,99%. Seguono Drenchia (Udine) con il 96,79% e Grimacco (Udine) con il 96,59%. Nella top ten figurano inoltre Cosio d’Arroscia (Im), Sambuca Pistoiese (Pt), Quarna Sopra (Vb), Vignola-Falesina (Tn) e Rocca Canterano (Rm), tutti comuni nei quali oltre il 95% del territorio è occupato da superfici forestali.
Verona è messa assai male da questo punto di vista.

’La classifica per estensione assoluta: Gubbio è il comune con la superficie boschiva più ampia. Considerando invece l’estensione totale delle aree boschive e valutando la grandezza assoluta del patrimonio forestale di ogni singolo comune, al primo posto della classifica stilata dal PEFC sale Gubbio (Perugia) con 26.804 ettari di bosco, seguito da San Giovanni in Fiore (Cosenza) con 21.938 ettari e da Città di Castello (Perugia) con 21.838 ettari. Completano la top ten Massa Marittima (Gr), Firenzuola (Fi), Ventasso (Re), Arezzo, Bagno di Romagna (Fc), Spoleto (Pg) e Longobucco (Cs), tutti territori nei quali il bosco rappresenta una componente strutturale dell’identità locale.
All’opposto, sono invece 3.149 i comuni italiani nei quali oltre il 40% del territorio è coperto da foreste, territori che custodiscono più dei tre quarti dell’intero patrimonio forestale nazionale. Ancora più significativa è la situazione dei 495 comuni “iper-boscosi”, dove il bosco occupa oltre l’80% della superficie comunale. In questi comuni vive appena l’1% della popolazione italiana, ma si concentra il 13,94% della superficie forestale nazionale, una quota superiore a quella presente nell’intera metà del Paese dove il bosco è quasi assente.
Lo studio PEFC supera inoltre uno dei luoghi comuni più diffusi sul patrimonio forestale italiano, ovvero che il bosco sia necessariamente associato ai territori più marginali e arretrati. Se infatti è vero che la presenza forestale è strettamente legata ai territori a bassa densità abitativa, emerge anche come molti dei comuni maggiormente caratterizzati dalla presenza del bosco siano oggi protagonisti di nuove dinamiche di attrattività sociale ed economica.
Una strada da battere
Secondo gli autori della ricerca, la crescente attenzione verso la qualità ambientale, il benessere, il contatto con la natura e la qualità della vita potrebbe rappresentare una delle determinanti di questa nuova attrattività territoriale, con il bosco che diventa un elemento sempre più rilevante nella scelta di vivere o investire nelle aree interne e montane.
Anche sul piano economico emergono elementi di particolare interesse visto che la presenza del bosco non coincide necessariamente con le aree economicamente più deboli del Paese. Nei 1.113 comuni montani caratterizzati dai livelli di PIL pro capite più elevati, dove vive il 40,4% della popolazione montana, si concentra il 32,25% della superficie forestale dell’intero arco montano. Quasi la metà di questi territori presenta inoltre un indice di boscosità superiore al 60%.
La ricerca evidenzia infine una relazione positiva tra presenza forestale e filiere agricole specializzate, suggerendo come i territori più dinamici siano spesso quelli capaci di integrare agricoltura di qualità, gestione forestale, turismo e valorizzazione delle risorse
