(Angelo Paratico) Stefan Zweig (1881 – 1942) è stato un grande scrittore, drammaturgo e giornalista austriaco. Abbandonò l’Austria dopo l’Anschluss e si rifugiò negli Stati Uniti d’America e infine in Brasile. Si suicidò nel 1942 assieme alla sua seconda moglie. Si disse che si suicidarono perché lui disperava che l’Europa avesse un futuro, ma parlava della sua Europa, perché sapevano che le forze dell’Asse avrebbero perso la guerra dopo l’intervento degli Stati Uniti. Il suo bel mondo Mitteleuropeo era già svanito per sempre, dilaniato dal comunismo e dal nazismo che era sorto per contrastarlo. Il nuovo mondo che sarebbe sorto non lo volevano conoscere.

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Stefan Zweig

Uno scrittore famosissimo

I molti libri, biografie e novelle di Zweig lo avevano reso ricco e immensamente popolare, ma questo contava poco per lui, che si sentiva parte di una “generazione perduta”.   Scrisse che: “Der Epoch der Sicherheit vorbei ist”, (L’epoca della sicurezza è finita). E aggiunse: “È finita. L’Europa è finita, il nostro mondo è distrutto. Ora siamo davvero senza una casa». Con “noi” Zweig intendeva tutti coloro che avevano vissuto per le arti, per la cultura e per l’umanesimo. Ma forse si sbagliava. Thomas Mann fu indignato dall’egoismo del suicidio dello Zweig che vide come un atto di diserzione.

Il saggio di Zweig su Tolstoj

Scrisse anche uno straordinario saggio biografico su Lev Tolstoj (1828-1910), in inglese, uscito a Londra nel 1939. Questo suo saggio è straordinario perché riesce a indicare il grande romanziere russo come un precursore sia del Mahatma Gandhi che di Wladimir Lenin.

Tolstoj nacque in una famiglia nobile e dopo una gioventù piena di vizi, gioco d’azzardo e dissipazione, si arruolò nell’esercito e partecipò come ufficiale alla guerra di Crimea. Nel tempo libero cominciò a scrivere e i suoi scritti lo resero famoso. Nel 1862 si sposò e nei dieci anni successivi pubblicò i suoi grandi capolavori: Guerra e Pace e Anna Karenina fra i massimi capolavori mondiali della narrativa.

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Nel frattempo, cominciò a elaborare un proprio pensiero autonomo basato sul Vangelo e su Rousseau che lo portò alla scomunica dalla Chiesa ortodossa russa per eresia e poi a minare l’autorità dello Zar. Esiste una celebre lettera, scritta a gran fatica dal suo letto di morte dal suo grande amico ed estimatore, il grande scrittore Turgeniev, nella quale lo implora di abbandonare quel filone di pensiero, soprattutto le sue speculazioni religiose, e di tornare alla vera letteratura. Questo resta un documento davvero commovente, ma Tolstoj lo ignorò. Scrisse La mia Confessione e venne proibito dai censori, poi scrisse La mia Fede e venne proibito dal Sinodo Ortodosso.

Divenne un socialista radicale, rendendo anche la vita dei suoi figli e di sua moglie un vero inferno. Tolstoj mirava a una società futura in cui tutti gli uomini fossero uguali, come nella Repubblica di Platone e in quella di Rousseau, ma non capì, se non qualche giorno prima della sua morte (per questo fuggì di casa e venne trovato su una panchina della stazione ferroviaria), che era un’utopia irrealizzabile e figlia della sua profonda vanità. Voleva una società basata sull’amore e sulla tolleranza, non violenta, come la lotta che vincerà Gandhi contro il colonialismo britannico, mentre Lenin puntò a un pauperismo nel quale la violenza era, nella sua mente, una necessaria forma di autodifesa, prima che la classe operaia entrasse in Paradiso.

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Il successo del pensiero di Tolstoj

I libri di Tolstoj crearono un’emozione enorme in milioni di uomini sparsi sui cinque continenti, come dice Zweig: “Come i fiumi che sorgono in Paradiso e fluiscono in tutte le direzioni, stranamente fertilizzarono i più ostili e maligni movimenti del mondo intero. Probabilmente nulla poteva esser più ostile e lontano da lui del bolscevismo, che distrusse tutte le voci contrarie con la violenza e poi creò uno stato centralizzato, che solitamente Tolstoj chiamava Belzebù. Eppure, anche dei feroci rivoluzionari, atei e violenti, come Lenin e Trotzki, furono suoi figli. E questo è un fatto che pochi hanno notato prima di Zweig.