(di Francesca Romana Riello) Oltre cinquecento studenti in meno, otto classi che scompaiono nell’arco di un anno e una contrazione che si concentra soprattutto in città. Il presidente della Provincia Flavio Pasini ha approvato la delibera che assegna agli istituti gli spazi nei 52 edifici scolastici di competenza di Palazzo Scaligero, sulla base dell’analisi condotta dal Servizio Istruzione. Per il prossimo anno scolastico l’organizzazione degli spazi resterà sostanzialmente invariata.
Per l’anno scolastico 2026/2027 gli iscritti alle superiori saranno 35.496, oltre cinquecento in meno rispetto all’anno precedente. Diminuiscono anche le classi, che passano a 1.585, otto in meno rispetto al 2025/2026, mentre si riduce il numero medio di studenti per classe. Il calo non è uniforme: cambia a seconda degli istituti, degli indirizzi scelti e delle diverse zone della provincia. Gli indirizzi tecnici e professionali si muovono in controtendenza e registrano una crescita delle iscrizioni.

La città perde nove classi
La contrazione più consistente riguarda Verona città, che il prossimo anno avrà nove classi in meno. Il calo interessa anche gli ambiti di San Bonifacio e Legnago, mentre il segno torna positivo nelle aree del Lago, della Valpolicella e di Villafranca, dove gli iscritti alle scuole superiori aumentano.
Per la maggior parte dei 31 istituti superiori veronesi saranno confermati gli spazi già assegnati durante l’anno scolastico appena concluso. Restano da definire, in un numero limitato di ambiti, le convenzioni con alcune amministrazioni comunali per l’utilizzo di aule all’interno di edifici scolastici di proprietà dei Comuni: una necessità ridimensionata rispetto agli anni in cui la crescita degli iscritti aveva costretto a cercare spazi aggiuntivi per sistemare tutte le classi.
Superiori, oltre 500 studenti in meno ma gli spazi restano confermati
Proseguono intanto gli investimenti sul patrimonio scolastico. A Villafranca e San Bonifacio sono già stati avviati i progetti di ampliamento che, entro il 2028, dovrebbero mettere a disposizione dodici nuove aule in ciascuno dei due ambiti. Con l’inizio del prossimo anno scolastico, gli studenti di Caldiero e Valeggio potranno utilizzare le nuove palestre realizzate dalla Provincia attraverso i finanziamenti del Pnrr.
«Rispetto alla situazione emergenziale di alcuni anni fa, oggi siamo vicini a garantire la quasi totalità delle classi delle superiori nelle aule degli edifici di proprietà della Provincia» spiega Pasini, secondo cui la situazione è destinata a migliorare ulteriormente con gli ampliamenti già programmati e con l’arrivo, entro il 2028, di oltre venti nuove aule.
«Assistiamo alla conferma di una tendenza che la Provincia aveva previsto già diversi anni fa: la popolazione scolastica delle superiori è, purtroppo, in calo, qui come altrove» sottolinea Pasini. Secondo Palazzo Scaligero, questa previsione ha permesso negli anni di concentrare gli investimenti non soltanto sulla ricerca di nuovi spazi, ma anche sull’efficientamento energetico e sulla manutenzione straordinaria degli edifici esistenti, intervenendo dove la domanda continua a crescere e migliorando la qualità delle strutture già utilizzate ogni giorno da studenti e insegnanti. Tra gli interventi ancora allo studio c’è anche l’ampliamento della sede dell’istituto Carnacina di Valeggio.

Verso nuovi poli scolastici
La riorganizzazione potrebbe andare oltre la distribuzione delle singole classi. La Provincia sta infatti valutando anche la possibilità di creare nuovi poli scolastici, sia nel capoluogo sia nel resto del territorio veronese.
«Per migliorare i servizi agli studenti, alle famiglie e ai docenti – spiega il consigliere provinciale con delega alle Politiche per l’Istruzione Matteo Melotti – la Provincia sta valutando la creazione di poli scolastici, tanto in città quanto nel resto del nostro territorio».
Il progetto è ancora da definire. Mentre il numero complessivo degli studenti delle superiori diminuisce, la domanda si sposta tra territori e indirizzi diversi, e la Provincia dovrà calibrare di conseguenza la distribuzione delle aule nei prossimi anni.

