Il divario denunciato da Stefano Gottardi, segretario generale della UIL FPL del Veneto

In Veneto sono oltre 55 mila lavoratori che ogni giorno fanno funzionare la sanità pubblica e privata accreditata: 44 mila operano nelle aziende del Servizio sanitario regionale, mentre quasi 10 mila sono impiegati negli ospedali, negli IRCCS e nelle strutture private accreditate. È da questi numeri che parte la riflessione della UIL FPL Veneto, che denuncia il crescente divario economico e contrattuale tra i dipendenti del comparto pubblico e quelli della sanità privata.

«Parliamo di professionisti che spesso svolgono le stesse attività e assumono analoghe responsabilità, ma ricevono trattamenti economici e normativi profondamente differenti», afferma il segretario generale Stefano Gottardi.

Per il personale della sanità pubblica è stata infatti sottoscritta l’ipotesi di rinnovo del contratto collettivo nazionale 2025-2027, con aumenti tabellari e nuove indennità che, a regime dal 2027, porteranno incrementi fino a circa 223 euro mensili per infermieri e ostetriche e superiori ai 200 euro per gli altri professionisti sanitari. La UIL FP ricorda inoltre di non aver firmato il precedente contratto 2022-2024, ritenuto insufficiente, contribuendo successivamente a ottenere maggiori risorse, nuove tutele e più spazio alla contrattazione aziendale.

Di segno opposto la situazione nella sanità privata accreditata, dove il contratto nazionale è ancora fermo al triennio 2016-2018. Restano infatti da rinnovare sia il periodo 2019-2021 sia il 2022-2024, mentre è già iniziato il triennio 2025-2027.

infermieri copia

Secondo il sindacato, un infermiere del settore privato percepisce già oggi fino a circa 500 euro lordi al mese in meno rispetto a un collega del pubblico. Con l’entrata in vigore del nuovo contratto del pubblico impiego, il divario potrebbe arrivare a sfiorare i 700 euro mensili.

Differenze fra sanità pubblica e privata non accettabili

«Non è accettabile che professionisti impegnati nell’assistenza degli stessi cittadini ricevano retribuzioni così diverse», sottolinea Luca Molinari, componente delle delegazioni trattanti regionale e nazionale della UIL FP per il comparto Sanità. «Non possiamo criticare un infermiere, un OSS o un tecnico che sceglie di partecipare a un concorso pubblico per ottenere uno stipendio più adeguato. Il problema è un sistema che finanzia servizi essenziali con risorse pubbliche senza garantire contratti aggiornati e trattamenti equi».

Per la UIL FP il rischio è che il crescente differenziale retributivo favorisca il trasferimento di personale dalle strutture private alle aziende pubbliche, aggravando la carenza di infermieri e operatori socio-sanitari nelle strutture accreditate, con possibili ripercussioni sull’organizzazione dei servizi, sulle liste d’attesa e sull’accesso alle prestazioni.

Il sindacato chiede quindi alla Regione Veneto di convocare un tavolo con organizzazioni sindacali e associazioni datoriali. «Accreditamenti, tariffe e finanziamenti devono essere accompagnati da garanzie sul rinnovo dei contratti, sulla stabilità degli organici e sulla qualità dell’occupazione. La sanità pubblica e quella privata fanno parte dello stesso sistema: non possono esistere lavoratori di serie A e di serie B», conclude Gottardi.

La UIL FP Veneto ha infine annunciato che da settembre parteciperà alle iniziative territoriali a sostegno del rinnovo dei contratti della sanità privata e delle RSA.