Federico Dal Cortivo per l’Adige di Verona ha intervistato Marilina Veca, giornalista d’inchiesta, laureata in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, specializzata in “Paleografia latina, archivistica e diplomatica” presso l’Archivio Segreto Vaticano; ha lavorato nel settore relazioni internazionali di varie istituzioni e ha operato nell’organizzazione di incontri e conferenze internazionali.  Tra le prime giornaliste in Italia ad occuparsi in modo approfondito delle vittime da Uranio Impoverito nei Balcani e in Somalia. É membro d’onore dell’A.N.V.U.I. Associazione Nazionale Vittime Uranio Impoverito.

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Marilina Veca

Ha svolto attività di collaborazione presso gli uffici parlamentari nel Parlamento Europeo a Strasburgo.Autrice di molti volumi, fra i quali: 96 domande sul caso Moro, Roberto Massari Editore, Bolsena – Roma 2006,  Kosovo e Metohija, il ritorno impossibile Filip Vjesnic Editore, Belgrado 2007; La nebulosa del caso Moro, Selene Editore, Milano, 2004, Zlocini/Crimini sul tema del traffico d’organi in Kosovo, edizioni Sensibili alle foglie, 2017: Uranio impoverito: la terra è tutta un lutto, 2023, Edizione Sensibili alle foglie. 

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Il furto delle 80 fiale di Fentanyl a Roma

Dott.ssa Veca  a Roma recentemente sono state rubate 80 fiale di Fentanyl dall’ospedale ebraico, una droga potentissima che negli Stati Uniti sta mietendo migliaia di vittime ogni anno . Secondo la DEA almeno 38 000 morti nei primi sei mesi del 2023,( nel 2025 sono state sequestrate  47 milioni di pillole) mentre si sta estendendo in Canada e sta arrivando anche in Europa. Il fenomeno è stato descritto dal Procuratore Antimafia Nicola Gratteri come estremamente pericoloso. Lei ne ha parlato in un suo recente articolo dal titolo emblematico “ Benvenuti a Zombieland”. Ci vuole descrive innanzitutto cosa è successo a Roma  e poi che cosa è esattamente il Fentanyl, come si produce  e a cosa serve?

«Intorno a noi, in questo mondo crudele, distopico, di sangue e di guerre, sembra davvero che gli Zombie siano sempre più intorno a noi, fra di noi. Forse gli Zombie, intesi come morti viventi che escono dalle tombe, non esistono nella realtà, ma sicuramente esistono fenomeni e accadimenti reali, biologici e culturali che ne richiamano l’esistenza. Senza perderci nelle suggestioni dei sentieri sulfurei degli Zombie cinematografici e letterari, torniamo al nostro tema, cioè al fatto di cronaca avvenuto a Roma il 3 luglio 2026. Nella capitale c’è stato un sorprendente furto di Fentanyl – per l’appunto chiamata la droga degli zombie –  80 fiale, sparite dall’ospedale Israelitico».

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«Il Fentanyl è un potente farmaco antidolorifico che è anche una delle droghe sintetiche più diffuse e pericolose al mondo.
La Procura di Roma, come riportato anche dall’Ansa, ha avviato un’indagine per furto e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, affidata ai carabinieri del Nas e il Ministero della Salute ha attivato i suoi ispettori. Si stima che la quantità di Fentanyl rubata sia idonea a confezionare fino a circa 20.000 dosi destinate al consumo illecito e al mercato clandestino.

L’ipotesi più ovvia è quella di un furto su commissione al fine di rivendere le fiale sul mercato nero del dark web. Il fatto di cronaca è rimasto sorprendentemente inosservato, cancellato e risucchiato in due/tre giorni da mille altri fatti quotidiani, storie di assurde guerre, degli omicidi e cronaca nera, subito scomparso dalle prime pagine e dai dibattiti televisivi.  Eppure il furto del Fentanyl, , dovrebbe preoccuparci tutti».

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«Il Fentanyl è un oppioide sintetico 80-100 volte più potente della morfina. Gli oppioidi sono una classe di farmaci usati contro il dolore grave.
Quelli sintetici non derivano direttamente dal papavero da oppio come quelli naturali (per esempio la morfina o la codeina), ma sono prodotti in laboratorio e progettati per potenziare gli effetti degli oppioidi naturali. In ambito medico il Fentanyl è impiegato da decenni principalmente in anestesia, nella fase post-operatoria e in terapia intensiva, in caso di lesioni traumatiche oppure per contrastare le manifestazioni più importanti di dolore cronico grave, come nei malati oncologici o in altre condizioni che comportano dolore forte e persistente.»

 

Il manifesto del noto film Zombie del 1978  recitava” Quando all’inferno non ci sarà più posto ,i morti cammineranno  sulla terra”. Un frase sicuramente forte se l’accostiamo al Fentanyl, ci vuole spiegare gli effetti sull‘organismo umano di questo potente oppiaceo?

«Basta una quantità di Fentanyl del peso di pochi granelli di sabbia, pari a 2 milligrammi, per formare una dose letale e una minima quantità di Fentanyl è sufficiente a causare grave depressione respiratoria. L’overdose da Fentanyl provoca uno stato di sedazione – da qui l’espressione di droga degli zombie spesso associata a questa sostanza: dunque estrema sonnolenza, respiro lento e debole, gorgoglii e rumori di soffocamento, pelle fredda e umida, ipotermia, labbra e unghie cianotiche, pressione bassa, pupille ristrette, nessuna risposta agli stimoli…insomma una vera notte dei morti viventi!

Negli Stati Uniti, l’arrivo del Fentanyl sul mercato clandestino degli oppioidi sintetici nel 2013 ha aggravato il bilancio delle morti per overdose da farmaci oppioidi, una crisi iniziata negli anni ’90 con le massicce prescrizioni di farmaci oppioidi da parte dei medici fomentate dalle case farmaceutiche. Le reti criminali e il mercato clandestino guardano con interesse a questo mercato low-cost.»

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il procuratore Nicola Gratteri

La Dea, in Italia il Procuratore Gratteri, hanno lanciato l’allarme perché le varie mafie e i cartelli internazionali proprio con il Fentanyl stanno registrando enormi profitti, quale è oggi la via percorsa per diffondere in Italia e in Europa questa nuova droga?

«Il Procuratore Nicola Gratteri è più volte intervenuto sulla pericolosità di questo oppioide sintetico perché costa poco, ha dimensioni piccolissime ed è facile da nascondere. Le organizzazioni criminali fanno entrare il Fentanyl in Europa e in Italia sfruttando vari canali: l’acquisto online dei componenti chimici, il taglio delle droghe tradizionali e la sottrazione del farmaco in ospedale, come è avvenuto a Roma il 3 luglio scorso.

Come dicevo, i materiali di base e i componenti chimici arrivano spesso dall’Asia, soprattutto da Cina e India nel modo più banale, tramite normali corrieri postali o ordinati online, aggirando i controlli doganali perché nascosti in piccoli pacchi. Il Fentanyl viene mescolato di nascosto ad altre droghe già esistenti sul mercato, come l’eroina o la cocaina, per aumentare la dipendenza dei clienti. Vorrei sottolineare ancora la gravità del furto di fiale da ospedali, furti che presuppongono una rete di coperture e complicità davvero inquietante. Le fiale e i prodotti a uso medico vengono rubati direttamente da ospedali e strutture sanitarie per essere immessi nel mercato nero o usati in cliniche abusive».

Lei ipotizza che dietro alla diffusione di questa droga vi sia anche una regia politica, facendo il paragone con la rapida affermazione dell’eroina negli anni “70 che destrutturò a suo dire tutto un movimento di contestazione? Oggi con il sistema globalista liberista in crisi la cosa potrebbe ripetersi con questo nuovo sedativo – distruttivo di massa che va oltre la cocaina e tante altre droghe più o meno sintetiche?   

I«l furto di questi giorni ha sollevato forti preoccupazioni sul rischio di una diffusione di massa di questa droga, richiamando alla memoria storica le dinamiche con cui l’eroina invase l’Italia e l’Europa negli anni ’70. Le indagini sul traffico di oppioidi sintetici evidenziano mercati illegali nuovi ma anche un parallelismo storico significativo con il passato. Chi c’è dietro la diffusione del Fentanyl? Essendo economico e fino a 50 volte più potente dell’eroina, permette di massimizzare i profitti aumentando rapidamente la dipendenza. Il mercato nero dei farmaci e la rete della ricettazione gestisce i furti nelle strutture sanitarie e i sistemi di prescrizioni mediche abusive che servono a deviare i farmaci legali verso il mercato clandestino.»

«Esiste un riferimento con l’eroina degli anni ’70 e con la sua immissione selvaggia sul mercato che servì a smantellare un enorme movimento di lotta e a distruggere un’intera generazione? Il timore che il Fentanyl possa replicare la devastazione dell’eroina degli anni ’70 è reale e si basa su analogie nella diffusione e nell’impatto sociale. Ci fu allora, come ora, un’invasione improvvisa e violenta del mercato. Negli anni ’70 l’eroina arrivò in Italia quasi da un giorno all’altro, sostituendo le droghe leggere. Il timore attuale è che l’immissione sul mercato nero di scorte rubate di Fentanyl possa saturare rapidamente le piazze di spaccio.

All’epoca della diffusione dell’eroina nacquero ipotesi storiche (come la teoria dell’Operazione Blue Moon ) secondo cui l’afflusso massiccio di droga pesante tra i giovani è servito a sedare le tensioni politiche e la contestazione sociale agendo sulle fasce più fragili della popolazione colpite da isolamento e disagio economico. »

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«Come l’eroina divenne la droga dei poveri negli anni ’70, il Fentanyl si candida a diventarlo ancora di più. Ricordiamo che bastano appena 2 milligrammi per provocare un’overdose letale. Nelle piazze di spaccio americane, la droga degli Zombie viene spesso tagliata con la xilazina, un sedativo usato in campo veterinario. Il Fentanyl rappresenta davvero l’ingresso nel regno dei morti viventi, generando piaghe cutanee ulcerose e necrosi dei tessuti, donando tragicamente agli adepti l’apparenza degli Zombie.

Nell’immissione selvaggia dell’eroina in Italia negli anni ’70, è intervenuta a livello organizzativo la grande rete criminale, ma la decisione di diffondere l’eroina è stata prima di tutto una decisione politica, risultato di una combinazione di fattori criminali, geopolitici e sociali ed è stata programmata come repressione, quanto mai cinica ed efficace, del movimento di lotta. Ovviamente la criminalità organizzata si è appoggiata, per la distribuzione nei quartieri popolari delle grandi città, sulla criminalità locale, creando una rete micidiale per efficacia e volontà di uccidere.

A Roma è stato emblematico il ruolo della Banda della Magliana che ottenne il monopolio dello spaccio capitolino, con forti appoggi e connivenze politiche. Si è trattato di un’operazione commerciale pianificata: le sostanze prima diffuse tra giovani, militanti, proletari erano hashish, LSD, anfetamine e barbiturici: improvvisamente scomparvero o divennero difficili da reperire. In compenso la criminalità, forte di un disegno politico di annientamento del movimento di lotta e di opposizione al potere, riempì il vuoto del mercato, offrendo eroina a basso prezzo per creare rapidamente una vastissima area di utenti disperati e dipendenti.

Nei movimenti di lotta del 1977 si sviluppò subito una analisi politica che evidenziava il ruolo dell’eroina come arma di Stato, con la complicità dei servizi segreti, per annientare la rivolta e la ribellione, per cancellare la resistenza politica, minando dall’interno i movimenti combattenti che stavano combattendo la crudeltà del sistema politico ed economico dominante.

La diffusione della droga distrusse dall’interno la spinta collettiva, trasformando l’energia politica in dramma privato. L’impatto dell’eroina sui movimenti del 1977 fu devastante e segnò, di fatto, la fine della stagione della lotta politica  studentesca e operaia, sbaragliando e cancellando i luoghi tradizionali di aggregazione del Movimento, criminalizzando l’occupazione delle Università e  delle scuole, entrando nei circoli del proletariato giovanile, facendo continue azioni di intrusione e repressione negli spazi e nei palazzi occupati dal movimento a fini di aggregazione sociale, spezzando la solidarietà di gruppo, rompendo la fiducia reciproca, diffondendo il sospetto che compagni di militanza potessero essere spie o informatori della polizia.

Da subito l’analisi politica del movimento, in special modo dell’Autonomia Operaia, si concentrò sul fatto che l’eroina fosse uno strumento di guerra psicologica ed economica dello Stato, una sedazione della protesta che ha creato una sorta di perpetua notte dei morti viventi. L’eroina accelerò il fenomeno storico del riflusso alla fine degli anni ’70, che, insieme alle leggi speciali e alla repressione selvaggia, segnò il traumatico passaggio dall’impegno politico collettivo alla chiusura nel privato. La droga diventò strumento di autodistruzione per migliaia di militanti politici che avevano sognato e lottato per cambiare il mondo, per realizzare l’utopia morale e politica di un mondo migliore.»

Come riportato nel libro “ Le rotte del narcotraffico e le crisi che lo alimentano” di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, nel 2024  il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano lanciava l’allarme Fentanyl, caratterizzato dalla  sua facilità di produzione, elevata dipendenza. Il tutto agevolato grazie a sostanze chimiche facilmente reperibili, dove la Cina per Mantovano avrebbe la preminenza  possedendo un economia sufficientemente grande e complessa. Sempre per Mantovano oltre 90 aziende basate in Cina forniscono i precursori del Fentanyl, 17 di queste realtà  hanno addirittura offerto il Fentanyl  pubblicamente nonostante il divieto del governo cinese a partire dal 2019. Il 90% accetta pagamenti in Bitcoin e Tether. Secondo lei che  ruolo svolgono oggi il Dark Web e le criptovalute?

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«Dark Web e criptovalute ovviamente costituiscono un terreno favorevole per creare e sostenere infrastrutture logistiche atte a diffondere il Fentanyl a livello  globale, anche per aggirare i controlli doganali tradizionali, garantendo l’anonimato a venditori e acquirenti. Il Dark Web/Marketplace creano continuamente piattaforme e-commerce illegali, connettono i laboratori chimici esteri con i distributori locali. I prodotti vengono inviati tramite normali pacchi postali anonimi per eludere i controlli doganali.

Le criptovalute permettono pagamenti non tracciabili e spesso sostituiscono i canali bancari tradizionali. Il Fentanyl si sposta sempre più verso il commercio online. Un piano anti-fentanyl è stato attivato  per monitorare sia il mercato nero digitale che i furti di scorte sanitarie ma non basta. Io penso che il Fentanyl e il suo traffico di morte non è solo un problema criminale ma anche un problema politico/esistenziale che si innesta – come avvenne per l’eroina negli anni 70 – in una crisi morale, in una mancanza di progettualità, di speranza, di possibilità di una vita migliore». 

Qui vale la pena di ricordare che gli Stati Uniti con la Cia e il Pentagono, dopo la vittoria di Mao in Cina, riorganizzarono migliaia di uomini del Kuomintang di Chiang Kai Shek che si erano rifugiati in Birmania e li aiutarono nella produzione, controllo e spaccio dell’eroina. La guerra del Vietnam ne fu poi il detonatore. Un controllo sulle droghe che dura tutt’oggi e usate come arma distruttiva non convenzionale? 

«Non è certo un mistero che, fin dalla Guerra Fredda, la CIA ha testato e sviluppato diverse sostanze stupefacenti e chimiche come armi non convenzionali. Esistevano programmi secretati, come il famoso Progetto MKUltra – e non si tratta di complottismo ma di elementi storici – per sperimentare metodi di “guerra psicochimica”. Venivano sperimentate sostanze capaci di annullare o indirizzare la volontà umana, o sostanze capaci di agire – come i fin troppo visti nel cinema – sieri della verità. Fra le droghe utilizzate dalla CIA ci furono sicuramente sostanze allucinogene e psichedeliche, come l’iconico LSD, sostanza centrale anche nel citato progetto MKUltra. La CIA acquistò enormi quantità di LSD che fu sperimentato su militari, carcerati, malati mentali e cittadini comuni e inconsapevoli.

Sostanze allucinogene vennero impiegate anche in ambito militare, ad esempio negli interrogatori di soldati nemici per indurre incubi, allucinazioni, confusione, terrore, depressione. Alla fine lo scopo, ora come allora è quello per l’appunto di creare un mondo di Zombie, di indurre dipendenza psicologica, mancanza di lucidità e di critica, e uno stato di passività, funzionale alla crudeltà del potere e tale da rendere i soggetti umani sempre più manipolabili.»