Bassi, Ipab Bussolengo: servono interventi urgenti per il caos rette
Andrea Bassi, presidente dell‘Ipab Centro Anziani di Bussolengo, chiama in causa il Governo, il Parlamento e la Regione Veneto sulla crisi del comparto sociosanitario e sul nodo esplosivo dei ricorsi sulle rette di ricovero.
«In Italia si aspetta sempre che i ponti crollino prima di mettersi a rifarli. Sul fronte delle case di riposo pubbliche e della non autosufficienza sta succedendo esattamente questo: si continua a ignorare un’emergenza sociale ed economica devastante finché il sistema non sarà completamente paralizzato».
La lettera al presidente della Regione senza risposte concerete
A marzo 2026, Bassi aveva inviato una lettera aperta al Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, per denunciare le disparità tra Ipab e gestori privati, la carenza di personale e i costi sociali a carico degli enti.
«A distanza di 5 mesi da quell’appello – incalza Bassi – l’unico segnale ricevuto è stata una cortese telefonata di un funzionario per dirci che la lettera era stata letta. Nessun riscontro, nessuna proposta. È intollerabile che di fronte al rischio default di strutture e Comuni nessuno si degni di dare risposte concrete».

Responsabilità di Roma e Venezia
Il presidente dell’Ipab di Bussolengo individua responsabilità precise a due livelli.
La Regione Veneto, spiega «è l’unica Regione d’Italia a non aver ancora legiferato sul riordino delle Ipab dal 2001.
25 anni di vuoto normativo che ci costringono a operare con regole dell”800».
C’è poi la responsabilità del Parlamento e del Governo in quanto «la questione delle cause e dei ricorsi sulla quota sanitaria delle rette, quando le condizioni dell’ospite rendono prevalente la cura sanitaria rispetto all’assistenza, è un nodo che solo una legge nazionale può sanare.
Le norme alla base di questi contenziosi dipendono da Roma. Se il Parlamento non interviene con urgenza per chiarire la materia e stanziare le necessarie coperture, da un lato le strutture si ritroveranno con i bilanci completamente ingessati perché bastano due o tre ricorsi per mettere in ginocchio una casa di riposo e dall’altro il problema si scaricherà del tutto sui bilanci dei Comuni che dovranno operare dolorosi tagli su altri capitoli della spesa sociale per compensare».
«Noi amministratori pubblici – conclude Bassi – operiamo a titolo gratuito con spirito di servizio, ma non possiamo più fare i miracoli senza strumenti e leggi adeguate. Servono un intervento legislativo nazionale a Roma e una riforma regionale a Venezia. Se la politica continuerà a fare lo scaricabarile e a voltarsi dall’altra parte, a pagare le conseguenze saranno i cittadini più fragili e le loro famiglie».
