(Angelo Paratico) Le presunte apparizioni di Medjugorje iniziarono nel giugno 1981 in Bosnia-Erzegovina. Il 17 marzo 2010, Papa Benedetto XVI istituì un organismo investigativo internazionale noto come Commissione Ruini per studiare il fenomeno. Tale commissione ha esaminato gli eventi e si è dimostrata nel complesso più aperta alla possibilità di un’origine soprannaturale, specialmente per quanto riguarda le presunte apparizioni iniziali del 1981. Papa Francesco ha successivamente sciolto la Commissione Ruini il 17 gennaio 2014.

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Il rapporto Ruini su Medjugorje

Dopo aver esaminato il rapporto Ruini, Papa Francesco deferì il caso di Medjugorje alla sessione ordinaria «Feria Quarta» della Congregazione per la Dottrina della Fede. Ciò ha portato a una consultazione segreta tenutasi il 17 settembre 2016, in cui 33 cardinali, vescovi ed esperti hanno presentato pareri scritti sul fatto che gli eventi fossero di origine soprannaturale. 21 partecipanti hanno concluso che i fenomeni di Medjugorje non fossero soprannaturali, 9 li hanno giudicati soprannaturali e 3 hanno affermato che il carattere soprannaturale non fosse stato accertato. Il gruppo comprendeva diversi prelati di alto profilo e membri della precedente Commissione Ruini.

Secondo un nuovo rapporto, 6 consultori vaticani hanno giudicato diabolico il fenomeno di Medjugorje e hanno chiesto che ai veggenti venisse inflitta una «condanna alla memoria».

Il 17 agosto, il giornalista italiano David Murgia ha pubblicato sul suo blog «Il Segno di Giona» un nuovo resoconto sulla votazione segreta del 2016 di 33 teologi e cardinali riguardante il possibile carattere soprannaturale del fenomeno di Medjugorje. Secondo Murgia, 6 dei 21 voti dissenzienti non solo hanno ritenuto che le presunte apparizioni fossero false, ma hanno anche attribuito loro esplicitamente un’origine diabolica e hanno chiesto una punizione esemplare per i sedicenti veggenti.

«Per questi 6 votanti — 3 dei quali erano cardinali, tutto ciò che è accaduto e continua ad accadere nel piccolo villaggio della Bosnia-Erzegovina “non può essere spiegato senza l’intervento originario, diretto e fondamentale del Maligno”. Di conseguenza, non avremmo a che fare con una mariofania, ma con una satanofania», ha scritto Murgia.

Per un contesto più completo, va notato che Papa San Giovanni Paolo II espresse in privato un forte apprezzamento personale per Medjugorje, scrivendo nelle sue lettere che «visitava questo luogo ogni giorno» nella preghiera e che le tragedie balcaniche «non possono essere comprese senza Medjugorje». Secondo quanto riferito, lo definì anche il cuore spirituale del mondo e una continuazione di Fatima. Sotto il suo pontificato, nel 1987 la Congregazione per la Dottrina della Fede trasferì l’autorità investigativa dal vescovo locale di Mostar – che si mostrava scettico – alla Conferenza episcopale nazionale, proprio perché gli eventi avevano ormai superato la portata diocesana.

I 6 pareri si basavano in parte su due valutazioni. In primo luogo, secondo quanto riferito, i votanti ritenevano che l’insegnamento ufficiale della Chiesa avesse già respinto il carattere soprannaturale di Medjugorje attraverso la Dichiarazione di Zara del 1991, emanata dall’allora Conferenza Episcopale Jugoslava.

In secondo luogo, secondo quanto riferito, i 6 votanti avrebbero contestato le conclusioni raggiunte dalla commissione internazionale istituita da Papa Benedetto XVI nel 2010 sotto la guida del cardinale Camillo Ruini. Sebbene tale commissione avesse inizialmente espresso un parere favorevole — almeno per quanto riguarda le prime presunte apparizioni a Medjugorje — i teologi dissenzienti sostenevano che la sua valutazione positiva si basasse su una conoscenza parziale della documentazione in possesso della Congregazione per la Dottrina della Fede.

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Anche la risposta proposta riguardo a Medjugorje sarebbe stata, a quanto pare, insolitamente radicale. I 6 pareri chiedevano la completa riabilitazione delle azioni dottrinali e pastorali dei vescovi Pavao Žanić e Ratko Perić di Mostar-Duvno, entrambi contrari a Medjugorje. Esortavano inoltre la Chiesa a evitare di «arrecare danno ai pellegrini», la cui buona fede era stata comunque «sfruttata».

La cosa più sorprendente, secondo il rapporto, è che i 6 votanti volessero che i presunti veggenti fossero puniti con una «damnatio memoriae» — letteralmente, una condanna della loro memoria, più che una condanna esplicita dell’intero fenomeno.

Il 12 maggio 2019, Papa Francesco autorizzò i pellegrinaggi a Medjugorje, senza rilasciare alcuna dichiarazione sulla natura soprannaturale delle presunte apparizioni. Un cambiamento significativo si è verificato il 17 maggio 2024, quando il Dicastero per la Dottrina della Fede ha emanato nuove norme per la valutazione dei presunti fenomeni soprannaturali. Tali norme ponevano l’accento sulla valutazione dei frutti pastorali e spirituali piuttosto che sull’emissione di dichiarazioni positive di origine soprannaturale, che il documento afferma esplicitamente non essere più previste nemmeno nei casi favorevoli.

Applicando questo nuovo quadro di riferimento, il 19 settembre 2024 il cardinale Víctor Manuel Fernández ha pubblicato una «Nota sull’esperienza spirituale legata a Medjugorje», descrivendo il luogo come ricco di frutti spirituali — conversione, rinnovata vita sacramentale, vocazioni, preghiera e carità — pur insistendo sul fatto che tali frutti non dimostrano un’origine soprannaturale.

Murgia ha sostenuto che i risultati della votazione del 2016, recentemente resi noti, illustrano la profonda divisione all’interno della Chiesa riguardo a Medjugorje, una controversia che, a suo avviso, rischiava di creare un «quasi scisma» tra coloro che chiedevano un rifiuto deciso e coloro che sostenevano una valutazione più aperta almeno riguardo agli eventi iniziali.