(di Francesca Romana Riello) Sabato scorso, dalle 9 alle 12, persone impegnate in percorsi di recupero, richiedenti asilo, volontari e associazioni si sono ritrovati nel parcheggio di via Albert Einstein per ripulire un’area lasciata al degrado. Bilancio finale: quattro tonnellate di rifiuti portate via in tre ore.
Cumuli di rifiuti, sacchi, ingombranti, materiali edili: tutto quello che nel tempo era stato abbandonato nell’area è sparito nel giro di una mattinata. L’iniziativa, “Riscattiamoci – Trasformiamo l’errore in valore”, è stata organizzata da Liberi Liberi Art. 27 e AttiviAmo Verona.
Il progetto mette insieme cura degli spazi pubblici e percorsi di responsabilizzazione personale, coinvolgendo realtà diverse.

Una mattina per restituire uno spazio alla città
A lavorare fianco a fianco sono stati i ragazzi delle comunità terapeutiche La Genovesa, Comunità dei Giovani e CES, insieme a Progetto Serena, Cascina Clarabella e Free Dog, ai volontari, ai richiedenti asilo e a chi ha scelto di partecipare alla raccolta.
Dove poche ore prima c’erano rifiuti accumulati e materiali abbandonati, a fine mattinata è rimasta un’area ripulita e di nuovo utilizzabile.
“Riscattiamoci” nasce per coinvolgere persone che stanno attraversando, o hanno attraversato, un momento difficile, trasformando alcune ore dedicate alla città in un gesto di restituzione. Un modo concreto per assumersi una responsabilità e fare qualcosa di utile agli altri.

Riscattiamoci, quattro tonnellate contro il degrado
Trasformare l’errore in valore: il principio che accompagna il progetto fin dall’inizio ha trovato sabato una forma concreta, tra guanti, sacchi e rifiuti da caricare e portare via.
Dietro le quattro tonnellate raccolte c’è il tentativo di cambiare prospettiva su chi affronta un percorso di recupero o reinserimento: persone che si assumono una responsabilità e restituiscono qualcosa alla comunità in cui vivono.
«Abbiamo raccolto quattro tonnellate di rifiuti, ma il risultato più importante è quello umano ,spiegano gli organizzatori. Abbiamo visto ragazzi impegnarsi, collaborare e sentirsi parte di qualcosa di positivo. Prendersi cura della propria città significa anche prendersi cura di se stessi e degli altri».
La pulizia del parcheggio resta il risultato più visibile, quello che si può misurare e fotografare. Dietro c’è il principio della giustizia riparativa: non fermarsi alle conseguenze dell’errore, ma provare a costruire anche un percorso successivo, attraverso la responsabilità e la restituzione alla comunità.
Il prossimo appuntamento sarà a ottobre
La mattinata di sabato non resterà un episodio isolato. Gli organizzatori hanno già annunciato una nuova raccolta per il mese di ottobre, con l’intenzione di proseguire il progetto e coinvolgere ancora comunità, associazioni e volontari.
L’obiettivo è intervenire nuovamente dove l’abbandono dei rifiuti ha lasciato il segno, allargando la rete che nella prima giornata ha messo insieme realtà molto diverse tra loro.
Le quattro tonnellate portate via dal parcheggio sono la parte più immediata dell’iniziativa. Quella meno visibile riguarda le persone che per tre ore hanno lavorato una accanto all’altra.
A ottobre “Riscattiamoci” ripartirà da qui: da un luogo lasciato più pulito di come era stato trovato.

