La commissione tecnica dell’Ana in città per valutare la candidatura alla 99ª Adunata nazionale degli Alpini

(fi.to) Verona ci crede. Dopo i tentativi sfumati degli anni scorsi, la città scaligera torna in corsa per ospitare la 99ª Adunata nazionale degli Alpini, in programma nel maggio 2028. Un evento enorme, capace di richiamare circa 600 mila persone e di trasformare Verona, per alcuni giorni, nella capitale italiana dello spirito alpino.

In questi giorni la commissione tecnica dell’ANA Nazionale è in città per verificare sul campo la candidatura presentata dall’ANA Verona. Questa mattina la delegazione è stata ricevuta a Palazzo Barbieri dal sindaco Damiano Tommasi, dall’assessora ai Grandi Eventi Stefania Zivelonghi, dal presidente della Provincia Flavio Massimo Pasini, dall’assessore regionale Diego Ruzza e dal presidente dell’ANA Verona Maurizio Trevisan.

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Attorno alla candidatura si è raccolto un sostegno ampio: istituzioni, categorie economiche, enti, servizi pubblici e mondo dell’accoglienza. Dal Comune alla Regione, passando per Provincia, Camera di Commercio, Veronafiere, aeroporto, Federalberghi e associazioni di categoria, il messaggio è stato chiaro: Verona vuole l’Adunata.

Anche sul piano economico il territorio ha già dato un segnale concreto. Il Comune ha stanziato 800 mila euro, disponibili in caso di assegnazione dell’evento, e altrettanto ha fatto la Regione Veneto.

«Verona è pronta ad ospitare gli Alpini», ha detto il sindaco Tommasi, ricordando le grandi prove organizzative già affrontate dalla città, dalla visita del Papa agli appuntamenti olimpici e paralimpici. L’assessora Zivelonghi ha parlato di una scelta politica e territoriale chiara, sostenuta dal desiderio di vedere rappresentati a Verona i valori alpini.

Più diretto il presidente dell’ANA Verona Maurizio Trevisan, che rivendica il lavoro fatto dopo le candidature passate: «Abbiamo migliorato e arricchito la nostra proposta. Siamo pronti in ogni minimo aspetto».

Per Verona sarebbe molto più di un grande evento. Sarebbe una straordinaria occasione di promozione, partecipazione popolare e riconoscimento per una città che ha un legame profondo con gli Alpini, con il volontariato e con la tradizione nazionale.

Ora la decisione spetta all’ANA Nazionale. Ma il clima, questa volta, sembra diverso. Verona ha messo sul tavolo organizzazione, esperienza, risorse e compattezza del territorio. Ce la faremo per il 2028? La città ci prova davvero. E questa volta vuole portare a casa l’Adunata.