(Claudio Beccalossi) Un negligente dissesto del piano di parcheggio e calpestio pedonale persiste nel tratto antistante all’Agenzia delle Entrate (ente pubblico che opera in gestione, accertamento e riscossione dei tributi erariali, alle dipendenze del ministero dell’Economia e delle Finanze), Direzione Provinciale di Verona, Ufficio Territoriale di Verona 2, Ufficio Provinciale Territorio, in via delle Coste 10 (all’angolo con via Sergio Ramelli). 

Via delle Coste. 6a

Luogo frequentato spesso e mal volentieri da contribuenti, temuto come la peste bubbonica di manzoniana memoria anche da chi paga tutto fino all’ultimo centesimo (le cartelle pazze, infatti, non sono un’invenzione goliardica o fake news). 

Via delle Coste. 10a

Taluni hanno accostato quel particolare accesso governativo, addirittura, all’Antinferno de “La Divina Commedia” (originariamente Commedia o Comedia) di Dante Alighieri. Più precisamente, al Canto III (versi 22-24): “Quivi sospiri, pianti e alti guai / risonavan per l’aere sanza stelle, / per ch’io al cominciar ne lagrimai” (“Qui sospiri, pianti e alti lamenti / risuonavano in quell’aria priva di stelle, / in modo tale che all’inizio ne piansi”)

Drastici riferimenti al celebre poema allegorico-didascalico ed escatologico a parte, quello che imperversa davanti all’ingresso è tutto meno che rispettoso della dignità d’una funzione di Stato: degrado generale, strisce di sosta ormai stinte se non del tutto assenti (trascuratezza che riguarda pure lo Stop della via accanto), cordoli di spazi delimitati divelti, asfalto dissestato che ha prodotto avvallamenti (mettendo a rischio le sospensioni delle auto ed il transito dei pedoni), scritte vandaliche sui muri esterni, frequenze da postribolo (talvolta ben oltre il classico Viale del Tramonto) di giorno.  Un mix negativo che si protrae nel tempo, come irrimediabilefatalità. 

Fatalità (sic)? 

Via delle Coste. 2a