(di Francesca Romana Riello) Sei anni e niente secondo mandato. Fondazione Cariverona cambia le regole per il presidente e il Consiglio generale: entrambi avranno un mandato unico di sei anni. Per il Consiglio di amministrazione, invece, la durata scende a tre anni, con la possibilità di un solo rinnovo.
Il nuovo Statuto, approvato dagli organi della Fondazione e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, ridisegna anche la composizione del Consiglio generale e il perimetro territoriale, con l’uscita della provincia di Ancona. Il nuovo assetto è stato presentato al Teatro Ristori dal presidente Bruno Giordano e dal direttore generale Filippo Manfredi.

Sei anni e niente secondo mandato
Presidente e componenti del Consiglio generale passano dagli attuali quattro anni a sei, senza possibilità di essere rieletti nella stessa carica. Resta invece possibile ricoprire successivamente un ruolo diverso: un consigliere generale, per esempio, potrà diventare presidente, nel limite massimo di due mandati consecutivi.
Per il Consiglio di amministrazione si passa da quattro a tre anni, rinnovabili per altri tre. In questo modo la durata complessiva può coincidere con i sei anni del presidente. Il Collegio sindacale resta a tre anni.
Le nuove regole valgono da subito. L’attuale mandato di Giordano viene quindi allungato da quattro a sei anni e terminerà tra quattro anni. Dopo non potrà essere rieletto presidente. Per riallineare le scadenze, il prossimo Cda avrà eccezionalmente una durata di due anni.
Il Consiglio generale, invece, non verrà rinnovato tutto insieme. Circa metà dei consiglieri scadrà insieme al presidente, mentre gli altri avranno scadenze diverse. Per Giordano è un modo per evitare che a ogni cambio di presidenza venga meno tutta la continuità nell’organo che stabilisce gli indirizzi della Fondazione.
«Quattro anni erano un tempo non sufficiente per portare a compimento veramente uno sviluppo strategico a medio-lungo termine», ha spiegato. Ma due mandati da sei anni avrebbero portato una presidenza fino a dodici anni: troppo, secondo Giordano, per assicurare il necessario ricambio.
Cariverona cambia Statuto e rappresentanza
Il Consiglio generale sarà formato dal presidente e da 23 consiglieri. Diciannove arriveranno attraverso le designazioni, quattro saranno scelti direttamente dal Consiglio generale, su proposta del presidente, tra personalità di riconosciuta esperienza e competenza.
Tra i 19 consiglieri designati, due saranno indicati da enti privati, scelti per ciascun ciclo di nomina dal Consiglio generale su proposta del presidente. Potranno essere realtà attive nei campi della cultura, dell’economia, dell’istruzione, della formazione e del sociale.
La modifica arriva dopo circa due anni di verifiche sugli enti designanti e recepisce le indicazioni dell’Addendum al Protocollo ACRI-MEF dell’ottobre 2025.
«Abbiamo cercato di avere una rappresentatività sicuramente equilibrata, ma anche delle competenze il più possibile diversificate», ha detto Giordano.
Ancona esce dal perimetro
Cambia anche la geografia della Fondazione. Ancona esce dal territorio di competenza di Cariverona, che resta quindi su Verona, Vicenza, Belluno e Mantova. La provincia marchigiana passerà alla Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana.
L’accordo prevede il trasferimento di 35 milioni di euro una tantum, oltre alla nuda proprietà del terreno sottostante Palazzo Camerata. Cariverona porterà comunque a termine gli impegni già assunti sul territorio anconetano, pari a circa 10 milioni di euro.
Ancona scompare anche dalla denominazione statutaria, che diventa Fondazione Cassa di Risparmio di Verona Vicenza Belluno.
Il legame con la provincia marchigiana risaliva al 1989, quando la Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza e Belluno intervenne nell’operazione sulla Cassa di Risparmio di Ancona. «Era giunto il momento che questo territorio fosse seguito da una fondazione che conosce quel territorio», ha spiegato Giordano.

Quasi 200 giovani si sono candidati
Al Teatro Ristori è stato presentato anche il Manifesto dello Young Advisory Board, l’organismo consultivo composto da 12 giovani di Verona, Vicenza, Belluno e Mantova e operativo dall’inizio del 2026.
Alla selezione sono arrivate quasi 200 candidature. Prima di scegliere i componenti, la Fondazione aveva organizzato incontri nei quattro territori per spiegare ai ragazzi che cosa fa una fondazione e quali sono i suoi ambiti di intervento.
«Per fare scelte per i giovani non basta ascoltare i giovani, bisogna coinvolgere i giovani nelle scelte direttamente», ha detto Giordano. Lo Young Advisory Board ha un mandato triennale e si confronta con gli organi della Fondazione sulla programmazione.
Palazzo Forti e Castel San Pietro
Per Palazzo Forti, Cariverona sta lavorando con il Comune a un’apertura stabile, superando l’utilizzo legato soltanto alle singole mostre. La Fondazione è disponibile a investire, ma Giordano ha chiesto che anche il Comune partecipi con risorse proprie.
Su Castel San Pietro si sta valutando la ristrutturazione di almeno una parte dell’edificio. L’ipotesi è utilizzarlo anche come punto di ingresso alla città, dove chi arriva a Verona possa orientarsi su cosa visitare in base al tempo a disposizione. «Contiamo nell’arco di circa tre anni di poter restituire Castel San Pietro alla città», ha detto Giordano.
Per Palazzo del Capitanio c’è un altro progetto allo studio, ma il presidente non ha voluto anticiparne i contenuti.
Qualcosa si muove anche su Garibaldi 1. Manfredi ha parlato di interessamenti «molto concreti» dopo il cambio di destinazione dell’immobile. Più aperta la partita delle Ghiacciaie, per le quali sono in valutazione diverse proposte. La difficoltà, ha ricordato il direttore generale, sta anche nei costi di una struttura che, una volta messa in funzione, è «molto onerosa».

